ARTE

LE CAPPELLETTE

Sul territorio del nostro paese sono presenti sette edicole votive (o cappellette), realizzate tra il Medioevo e il Novecento.

Madonna di LourdesCappella della Madonna di Lourdes
Posizione: via S.Giorgio, angolo di via IV novembre
Periodo: 1924
Descrizione: Venne fatta costruire dalla famiglia Crotta su una preesistente cappella viaria del Settecento. La facciata è coronata dalle statue dei martiri San Fermo e San Rustico mentre al centro si trova San Giuseppe. All’interno è stata ricostruita una piccola grotta di Lourdes, con la statua in gesso della Madonna e sotto, a sinistra, quella di Bernadette in preghiera. Al centro è sistemato un altare in ceppo.

Madonna del Buon ConsiglioCappella della Madonna del Buon Consiglio
Posizione: via Locatelli, angolo di via Roma
Periodo: 1800
Descrizione: All’interno è conservato un affresco che rappresenta, nella parte superiore, due angeli che reggono l’effigie della Vergine con il Bimbo, nella parte inferiore, due viandanti e una contadina che prega rivolta verso di loro, e sullo sfondo una chiesetta. Sulla parete destra compare San Carlo in contemplazione del Crocifisso, sulla sinistra San Girolamo in ginocchio.

Madonna AddolorataCappella dell’Addolorata
Posizione: via Madonnina, angolo di via Adda
Periodo: 1600
Descrizione: L’interno è a pianta quadrata ed è sormontato da una volta a vela incrociata. Sulla parte di fondo si trova l’altare in legno dipinto a finti intarsi e una tela della Pietà del Settecento. La cappella è chiusa da un cancello in ferro battuto del Seicento.

cerro.jpgCappella di Santa Margherita
Posizione: via Parini (Cerro)
Periodo: 1800
Descrizione: Alcuni anni fa sono stati rubati i tre dipinti a olio su tavola che si trovavano all’interno. La parte centrale raffigurava la Madonna del Rosario con Santa Margherita vergine e martire e Santa Margherita di Savoia. Sul lato sinistro c’era una Madonna con il Bambino e San Girolamo Emiliani con gli orfanelli, mentre a destra si trovava l’arcangelo Gabriele che cacciava Lucifero. Secondo la trazione popolare, le donne di Cerro pregarono a questa cappella per essere salvate dai «Barbète», una banda di saccheggiatori. La cappella è stata restaurata nel 1951.

Cappella del ConventoCappella dell’ex Convento
Posizione: via Verdi
Periodo: 1800
Descrizione: Era la cappella del convento delle suore, che sorgeva di fronte. Ai cittadini non era visibile perché contenuta nel parco recintato da un alto muro di sassi. Quanto il convento è stato semi-distrutto e al suo posto sono nati degli appartamenti, il muro è stato demolito e la cappella si è ritrovata sul ciglio di via Verdi. Nel 2004 è stata restaurata e al suo interno, sopra l’altare, è stato posto un dipinto della Sacra Famiglia realizzato da Alberto Lucchini, mentre sulla parete laterale si trova una tavola con la Beata Cerioli.

San MicheleCappella di San Michele
Posizione: via San Michele
Periodo: X secolo
Descrizione: Originariamente era una chiesa antichissima, già in rovina nel 1500. L’attuale cappella è costituita dai resti della piccola abside, in cui si trova ancora l’affresco dell’Addolorata con San Michele e San Rocco.

Madonna ImmacolataCappella della Madonna Immacolata
Posizione: via Dante, altezza di via Gandhi (Cerro)
Periodo: Tra 1700 e 1800
Descrizione: Le colonne, l’arco, le architravi e il timpano sono in pietra dura lavorata. Il dipinto centrale raffigura l’Immacolata Concezione che schiaccia un serpente, mentre i lati presentano San Carlo Borromeo e San Rocco. Inizialmente era una semplice nicchia con il dipinto della Madonna, ma con il tempo venne ampliata sul lato anteriore con le colonne, il timpano e la volta.

LE DIMORE STORICHE
Sono quattro le antiche dimore presenti sul nostro territorio, edificate tra il XVI e il XVIII secolo.

Villa GumierVilla Gumier
Posizione: via delle Viti
Periodo: 1596
Descrizione: La data di costruzione è incisa su una parete esterna. L’aspetto originario era severo e massiccio, sviluppato su tre piani, perché edificata su una struttura fortificata e sede di una guarnigione militare. Venne ingentilita con l’ampliamento del 1752, grazie all’aggiunta di un porticato sorretto da colonne in pietra arenaria. Fu la prima abitazione del paese con acqua corrente ed elettricità. L’ampio giardino è a terrazze, decorato con statue in ceppo gentile, che digrada verso l’Adda.

Villa FerriVilla Ferri
Posizione: via Trento e Locatelli
Periodo: 1700
Descrizione: In passato villa Fagioli, mantiene i caratteri della villa signorile con parco. Dalla strada si presenta come un edificio severo a tre piani con ampie finestre. Sulle facciate interne conserva alcuni elementi settecenteschi, come il portico trabeato, sorretto da colonne in stile ionico, orientato verso l’immenso parco. La ristrutturazione del 1971 gli ha conferito un aspetto d’ispirazione neoclassica, grazie all’innalzamento di un frontone triangolare ornato da stratue e all’inserimento di timpani sopra le porte e le finestre.

Palazzo CrottaPalazzo Crotta
Posizione: via San Giorgio
Periodo: 1691
Descrizione: E’ un palazzo di campagna affacciato su un ampio parco, strutturato a balze che diradano verso l’Adda. Nel salotto all’interno sono conservati affreschi con vedute della campagna tra Trezzo e Paderno, movimentati da bambini che giocano. Le caratteristiche seicentesche sono rintracciabili nel porticato, con colonne in pietra e la pavimentazione in cotto e pietra. Nelle cantine esiste ancora il cunicolo di fuga, da uitilizzare in caso di assalti nemici.

Palazzo MorlacchiPalazzo Morlacchi
Posizione: via Trieste
Periodo: 1700
Descrizione: In seguito alla profonda ristrutturazione del 1982, dell’impianto originario resta ben poco: la struttura a U e un colonnato rivolto a est che si apriva su un ampio parco con frutteto ormai inesistente. Accanto sorgeva l’oratorio dell’Assunta, cappella privata del palazzo, distrutta di recente. Il Palazzo sorge sulle spoglie dell’antico castello del Colleoni e a metà Ottocento fu sede momentanea del seminario: nel 1860 vi fu ospitato San Giovanni Bosco. Durante la prima guerra mondiale venne adattato a caserma e per lunghi deceni fu anche sede di una filanda.

CrocinoLE CROCI
Tre croci sono state costruite in tempi remoti sui cigli delle strade più percorse, per consentire una sosta di preghiera ai viandanti. La più antica è «Ol Cruzì» (nella foto) che si trova lungo via Dante a Cerro, nei pressi della discarica, costruita in pietra lavorata. C’è poi «Ol Cruzòt» in via Aldo Moro, quasi alla fine della strada per Madone, e infine «Ol Cruzì» di Bottanuco, in via Papa Giovanni XXIII all’incrocio con via Donizetti.

Ol FuntanìL’ADDA
Bottanuco è bagnato dal fiume Adda che si frappone tra il paese e la provincia di Milano. Il rapporto dei Bottanuchesi con l’Adda è andato col tempo affievolendosi, complice una politica che ha ridotto il fiume a sola risorsa economica per le cave di sabbia. Un tempo le donne La Rosaamavano passare interi pomeriggi sulla riva ad aspettare che i panni, lavati con l’acqua del fiume, si asciugassero. Nel frattempo i ragazzini ne approfittavano per gare di nuoto e di tuffi. Ancora oggi esiste il cosiddetto «funtanì» (foto in alto), ovvero una piccola fontana che molti anni fa era meta dei malati. Si diceva infatti che quell’acqua avesse poteri curativi tanto che alcuni medici la consigliavano ai convalescenti. Oltre al «funtanì», si possono ancora oggi visitare la «rösa» (foto al centro), una «vasca» naturale dove le donne lavavano i panni, il Il Canyon«canyon» (foto in basso), un passaggio stretto e suggestivo fra le alte e scoscese pareti di ceppo, e il canale del mulino recentemento ripulito (mentre il mulino è andato distrutto). Tutti questi elementi possono essere ammirati percorrendo il sentiero «Da Leonardo all’Unesco», segnalato nei pressi dell’Adda da diversi cartelli. Si tratta di un percorso lungo 20 km, che parte dal traghetto di Leonardo a Villa D’Adda e termina a Crespi D’Adda, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

Lo stemma del Colleoni in via FinazziGLI STORICI ADDII
Molti elementi storici del paese sono andati distrutti nel tempo. Alcuni demoliti per via dell’incuria, come la chiesa di San Michele, già in rovina nel 1500, o il Castello dei Suardi, abbattuto a Cerro diversi anni fa. Altri sono andati persi in tempi più recenti, a causa di una scarsa tutela dei beni artistici nel nostro paese. Madonna del S.S. RosarioTra questi, lo stemma del Colleoni affrescato nel 1700 sopra un portone in via Finazzi (nella foto sopra), distrutto a scalpellate nel febbraio 2006, e la Cascina seicentesca di via San Giorgio, rasa al suolo il 4 maggio 2006. Un auto ha invece sventrato l’ottocentesca Cappella della Madonna del S.S. Rosario (nella foto sotto), il 5 aprile 2006, così i tecnici del comune l’hanno ritenuta pericolante e quindi abbattuta definitivamente.




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