STORIA

Il territorio dell’Isola porta testimonianze di un antico insediamento romano in cui Bottanuco era un vicus, uno scarno agglomerato di case.

Il mattone di SenoaldAll’epoca altomedioevale risale il più antico reperto archeologico riferibile al nostro paese. Si tratta di un mattone di terra con la scritta SENOALD (nella foto a sinistra) preceduta e seguita da due piccole croci. Negli anni ne furono trovati tre esemplari nel territorio del nostro paese, attribuiti al VII o VIII secolo. Il nome Senoald è longobardo e apparteneva a un privato, probabilmente un produttore di mattoni che li bollava con il proprio simbolo, com’era d’uso fin dall’epoca romana. Questi mattoni e l’urna cineraria trovata a Bonate Sotto sono gli unici reperti altomediovali di tutta l’Isola bergamasca.

In epoca medievale l’Isola venne scossa da numerose scorribande barbare che si conclusero con la discesa dei Longobardi a partire dal VI secolo d.C. Nel XV secolo Bottanuco divenne feudo di Bartolomeo Colleoni e il nostro paese si arricchì di elementi riconducibili all’antico casato. Attualmente si può ammirare lo stemma colleonesco in via Delle Viti, Lo stemma del Colleoni in via Delle Vitiaffrescato su un piccolo rustico (nella foto a destra). Uno stemma simile era presente anche in via Finazzi ma è stato distrutto nel 2006, così come l’antico castello in grossi ciottoli costruito a Cerro. Alla morte del condottiero, Bottanuco venne assorbito dalla Repubblica di Venezia.

Tra il Cinquecento e il Settecento nel nostro comune vengono edificate dimore storiche ancor oggi esistenti come Villa Gumier, Villa Ferri, Palazzo Crotta, Palazzo Morlacchi (I portici). La dominazione veneta venne infranta con la conquista napoleonica che incluse Bottanuco e Cerro prima nella Repubblica Bergamasca poi nella Repubblica Cisalpina. Dopo una breve parentesi di dominio austriaco, Napoleone fu incoronato Re d’Italia, e Bottanuco con Cerro venne unito a Suisio e Medolago con capoluogo Suisio. Sconfitto Napoleone, il territorio tornò sotto l’Impero asburgico fino alla proclamazione dell’Unità d’Italia. Nel periodo risorgimentale si mise in luce l’illustre storico Giovanni Maria Finazzi , nato a Bottanuco nella via che oggi porta il suo nome.

Il nostro paese in bianco e neroNel 1917, a causa delle minacce e delle sassaiole che intercorrevano tra gli abitanti di Bottanuco e di Cerro, la Vicinia di Cerro ottenne il riconoscimento di Parrocchia e fu perciò indipendente da quella di Bottanuco. Cerro fu quindi frazione, mentre oggi si parla più precisamente di località.

L’ORIGINE DEI NOMI

Bottanuco
Rimane tutt’oggi incertezza attorno all’origine del nome, che potrebbe risalire all’etrusco Bottanus o alla via milanese detta del Bottonuto. Nel XII secolo si parla di Botanugo e di Botenucho ma nello Statuto cittadino del 1263 è già Botanuco. Il prefisso Bott- (botte) testimonia l’antica produzione di vino dovuta ai vigneti coltivati lungo l’Adda.

Cerro
Il nome deriva dalla varietà di quercia Quercus Cerris, molta diffusa in Lombardia tanto che diverse località portano questo nome. La tradizione popolare, riportata su una lapide della Chiesa, afferma che Cerro venne battezzata con questo nome dagli abitanti di Masatica che, in seguito alla distruzione del loro paese, si erano rifugiati a lungo sotto i cerri dell’Adda e quando si riunirono in questa Vicinia decisero di chiamarla col nome della pianta che li aveva riparati.




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