Un centro culturale nel centro storico

10 02 2009

tagldi Ivan
L’Amministrazione comunale, in caso di rielezione, sta pensando di realizzare un centro culturale in paese. All’inizio si è parlato di una biblioteca multimediale, ma in realtà il progetto è più articolato. Oltre alla biblioteca, con più postazioni internet e noleggio di materiale multimediale, si pensa infatti a una piccola pinacoteca, a degli spazi per mostre di pittura, concorsi di fotografia (che finora si tenevano nella sala consigliare del Municipio), aule di ritrovo e laboratori di vario tipo. Il centro culturale non ha ancora una collocazione precisa, ma le alternative sono due: o raddoppiare l’attuale biblioteca, allargandola esternamente dove al momento c’è il giardino, oppure chiudere la biblioteca e trasferire tutto nel centro storico di Bottanuco. Gli occhi sono puntati su un edificio diroccato in via XXIV Maggio (davanti all’Happy Drink), adiacente agli appartamenti dell’ex Convento. Quell’area è in fase di ristrutturazione residenziale, si è appena dotata di un ampio parcheggio ed è vicina a un parco pubblico (vedi foto).

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20 responses

11 02 2009
andrea

fuori dal mondo

11 02 2009
Anonimo

bello!!!!!!!!!!!!!!!

11 02 2009
scusate

dov’è l’edificio dirocato in via XXIVmaggio davanti all’Happy???è casa miaaaaaaa????????

11 02 2009
mario

cominciassero a riasfaltare via locatelli che fa caxxxx prima di fare una pinacoteca che non serve a un tubo

11 02 2009
Mauri

In un periodo di crisi globale non sento la necessità di un centro culturale. Se proprio si vogliono spendere 300.000 euro preferisco che vengano divisi tra le 2.000 famiglie. Tra l’altro anche secondo me, oggettivamente, la zona dell’happy drink è un po’ fuori mano, c’è il rischio che venga tagliata fuori da tutto.

11 02 2009
♀ pierfranco ♀

Chi si ferma è perduto
Ogni mattina dovremmo alzarci pensando: ci vorrebbe un centro, uno per ogni evento, ci vorrebbe un centro commerciale, si ancora uno, ( per generare lavoro ), ci vorrebbe un centro per la politica, ci vorrebbe un centro per i ragazzi, ci vorrebbe un centro per gli anziani, ci vorrebbe un centro per i paraplegici, ci vorrebbe un centro per le banche, ci vorrebbe un centro per gli sportivi, ci vorrebbe un centro per le poste, ci vorrebbe un centro per le sale comunali e ci vorrebbe un centro per ogni cosa che ci viene in mente. Se mentre mi faccio un nuovo centro ne va in disuso uno già fatto e mai usato totalmente perchè non ci sono ancora i permessi o perchè non si ha tempo per organizzare eventi non fa nulla, andiamo avanti, dobbiamo realizzare per il bene delle persone, perchè siamo cristiani, lavoratori e benefattori. ” And after, we have to make lot around again “. Dobbiamo fare ancora rotonde, perchè ci preoccupiamo per gli incidenti, per il traffico e per il confort dei guidatori e perchè la moda del momento è il ” centro e la rotonda “. Non sei nessuno se fai atletica o cammini in montagna, non sei nessuno se te ne vai in giro in bicicletta, non sei nessuno se non hai un fuoristrada, non sei nessuno se non fai almeno 30 km al giorno, non sei nessuno se non hai un’idea politica, non sei nessuno se non ti piace il contatto con le persone, non sei nessuno se non frequenti l’Orio Center, se non fai 16 ore di lavoro, se non ami la città, se non richiedi un fido, se non hai l’ultimo telefonino, se non guardi il grande fratello e se non lavori in un centro. Centri centri e centri, ogni cosa che si vede dalla finestra, anzi ( feritoia ) è un centro. Noi siamo lo specchio del benessere, della cultura, dell’organizzazione, della crescita, del futuro! $ Investi i tuoi soldi in un centro e non dormire, perchè centro + centro fa duecentro $.

12 02 2009
Gianpi

A te basta scrivere,apparire,quello che non capisco è perchè lo scrivi,le tue idee tienile per te che tanto non hai bisogno di nessuno…te lo ripeto,il bel tacere non fu mai scritto,sei pedante pierfranco.

12 02 2009
by

Io sono per l’ampliamento dell’attuale bibilioteca. Effettivamente ormai è troppo piccola. Se la nuova bibiloteca si trasferirà in via XXIV maggio i locali dell’attuale che fine faranno? A che uso verranno utilizzati?
Ivan si è già parlato anche di questo?

12 02 2009
ROMEO

Lume della ragione? Ma che ragione e ragione: in quella sede pensano solo allo spreco continuo.
Quello che oggi c’è è più che sufficiente.
Piantiamola di costruire spazi che non serviranno a nessuno.
Mostre? Fotografia? Spazi disponibili?
Ma dove pensano d’essere? A Berlino?

12 02 2009
loris

Il fatto è che è molto facile fare i brillanti quando si hanno tutti quei soldi da spendere (parlo dei famigerati introiti cave+gigante, per quei pochi che non l’avessero capito…).
La smettessero di spendere soldi a caso e proponessero un modo serio per utilizzare le risorse.
Un’idea? Finanziare un fondo per il sostentamento delle ahinoi numerose famiglie di Bottanuco che da qui ai prossimi anni perderanno il lavoro a causa del casino nel quale siamo finiti, forme di finanziamento a tassi agevolati, sussidi di disoccupazione integrativi da parte del comune, concessione di prestiti d’onore ecc.
Il nuovo (!) sindaco invece di continuare in maniera scellerata a costruire capannoni (il che non è affatto sinonimo di maggiore occupazione, se questi vengono usati come deposito/stoccaggio/logistica, e vi invito a fare un censimento…), sovrà secondo me prioritariamente coinvolgere le imprese, gli artigiani e i commercianti che danno lavoro ai bottanuchesi in un osservatorio sull’occupazione, per prevenire le ricadute sui cittadini ed evitare di chiudere la stalla quando i buoi sono scappati.
Se invece si continuerà con questa fregola di buttare i soldi dalla finestra, ditemi a che ora, così mi presento di sotto.

12 02 2009
♀ pierfranco ♀

Ben detto ragazzi ! È sicuro, ciò che è ben voluto sicuramente da tutti ed anche da me sono senz’altro organizzazioni, eventi, incontri e creatività d’ogni tipo per raccogliere divertimento e interesse ma ci sono, gli spazi in termine di locali esistono già. C’è l’Auditorium, ci sono le sale dell’Oratorio, c’è la Palestra e ci sono altre due Palestre nella scuola elementare e media; c’è tutto basta guardare. Se la Palestra è quasi in disuso ad es. significa che gli amministratori comunali hanno gli occhi puntati su altro e non va bene, ogni struttura deve essere tenuta a dovere altrimenti è inutile farla. Sembrerà una cosa da ridere ma scommettiamo che se viene costruito un altro centro culturale l’Asilo viene emarginato ? È così. Romeo ha citato Berlino e non una città qualunque, se passate per Berlino capirete il perchè…
Loris ha citato problemi maggiormente urgenti ed è una realtà che si sta avvicinando, questo è sicuro. Gli unici Eventi saranno quelli, anzi saranno ( Eventi a catena ). Se 500 abitanti di questo paese dovessero avere maggiori difficoltà non per colpa loro, ma per le cause che sappiamo, il comune sarebbe disposto ad aiutarli ? soldi permettendo ! Non me ne vogliate, non voglio continuamente attaccare il comune per il semplice fatto di farlo o di avere astio nei suoi confronti, ma se la risposta agli aiuti sarebbe: « non ci sono a sufficenza fondi per garantire l’esistenza alle persone ! &#187, queste 500 o forse 1000 bisognosi, cosa direbbero? I fondi non ci sono, però ci sono stati per fare questo e quello, per un centro e l’altro, per abbellire e rifare. Ebbene, sono queste le contraddizioni ai Comuni, per delle giuste cause e perchè non è un buon momento, sopratutto per spendere denaro e da spenderlo per una botta di vita ! Una buona società imprenditoriale deve saper guadagnare e saper stivare fondi necessari per un futuro, fa essenzialmente solo quello che è giusto e mai il passo + lungo della gamba; analogalmente, potrebbe bruciare in un batter d’occhio tutto quello che si è costruita. L’America dice : The Economy he’s got as well ups and down ! Allora se l’economia è giù, è utile restare quieti fin che passa.

13 02 2009
Steve Vay

Teniamo i soldi in cassa per chi ne avrà bisogno, prevedono un aggravamento della crisi… altro che spendere come dice quel cumenda di Arcore!!! Se continua così gli faranno una statua a Predappio accanto alla tomba del suo Duce predecessore!!! Cmq si dovrebbero ottimizzare i tanti spazi che ci sono in paese, e dare soprattutto ai giovani un bel posto dove poter ballare e ascoltare MUSICA dal vivo e non, uno spazio dove i ragazzi possano apprendere a prezzi modici l’arte musicale o della pittura, o semplicemente discutere… laicamente… senza dover sempre e per forza andare in oratorio (molti giovani non sono cattolici praticanti). Dare un posto di aggregazione anche alle persone anziane che ora per forza di cose devono trovarsi in oratorio o altrimenti rimangono a casa (CENTRO ANZIANO DI SUISIO funziona da Dio). Questo è ciò che penso

14 02 2009
♀ pierfranco ♀

Passate un buon San Valentino, con la speranza che almeno l’amore sia oggi ancora gratis e non su commissione, su legame imprenditoriale e politico !
Queste notizia mi ha sconvolto + delle altre, non è riferita a questo paese ma riguarda tutti i paese e le città d’Italia; quindi anche il nostro.

di F. B.

Caro Beppe, lascio l’Italia.

Dopo la laurea in comunicazione, ho lavorato per un anno come addetta stampa. Poi ho deciso di entrare nel mondo della cooperazione internazionale e ho passato gli ultimi due anni lavorando nei paesi in via di sviluppo. Quattro mesi fa l’ultimo progetto si è concluso e sono ritornata in Italia, combattuta come sempre fra il desiderio di ripartire e quello di fermarmi qui. In fondo, ho pensato a ottobre, non mi dispiacerebbe mettere le mie capacità a disposizione di questo paese. Alla fine, ho deciso di fare un tentativo e mi sono messa a cercare lavoro, ma ovviamente ho trovato ben poco. Naturalmente la cosa non mi ha sorpresa, vista la crisi che scuote l’economia mondiale. Ma sono comunque rimasta delusa. Perché? Perché quel “poco” mi veniva offerto come un’elemosina, a condizioni davvero poco dignitose, come se io in quanto lavoratrice non valessi niente, come se non servissi a niente, come se la società italiana potesse benissimo fare a meno di gente come me (e cioè giovane, laureata, poliglotta e già con qualche esperienza di lavoro alle spalle, sia in Italia che all’estero). Purtroppo questa è la sensazione che troppo spesso l’Italia trasmette: sembra che trovare lavoro sia difficile non a causa di questa o quella crisi economica, ma a causa dell’inefficienza di un sistema che non sa sfruttare i suoi buoni elementi, non investe su di loro, sembra disinteressarsi a loro e li spinge così ad andarsene via. In un sistema del genere, qualcuno potrebbe persino ritrovarsi a pensare di non valere niente. Ma io so quanto valgo. E lo sanno anche i paesi in cui ho lavorato negli ultimi anni e che hanno saputo sfruttare le mie capacità. L’Italia non ci riesce, non sembra interessata. E allora me ne vado. Lascio l’Italia e vado a vivere in un altro paese europeo, un paese in cui l’attuale crisi economica mi faccia venire voglia di reagire, anziché di arrendermi. Me ne vado. Parto lunedì. Perché non voglio mettere le mie capacità a disposizione di un paese che non sa sfruttarle e che, per di più, non mi offre nessun’altra buona ragione per restare.
Oggi, mentre stavo preparando l’ennesima valigia da emigrante, mi sono tornate in mente le parole pronunciate un anno fa dal presidente ecuadoriano Rafael Correa, durante una conferenza cui ho assistito. In quell’occasione, parlando dell’alto tasso di emigrazione che da alcuni anni caratterizza l’Ecuador, Correa disse: «Quando una persona è costretta a lasciare il proprio paese, la propria cultura, la propria città, la propria famiglia, i propri amici per poter vivere dignitosamente in un altro paese, significa che il suo paese fracasó [lo lascio in spagnolo perché rende meglio l’idea]». Ascoltando le sue parole, mi ero quasi commossa, per la tristezza e per l’indignazione. E ancora oggi, ripensando a quelle parole, sento crescere dentro la stessa tristezza e la stessa indignazione. Perché, quando penso alle ragioni delle mie partenze, non mi vengono in mente soltanto la curiosità o la passione per il viaggio, ma anche il fatto che il mio paese non mi ha mai incoraggiata e tutelata, ma anzi mi ha delusa, trascurata, sminuita, sottovalutata; almeno con me, il mio paese ha “fracassato”. E quando ascolto altri coetanei espatriati – tutti ragazzi davvero molto in gamba, davvero la meglio gioventù – scopro che anche loro sono stati mossi dalle mie stesse ragioni. E allora capisco che, almeno con noi, l’Italia ha “fracassato”. Se lascia andare via gente come noi, l’Italia ha “fracassato”.
L’Italia ha fracassato e io non voglio fracassarmi con lei. Perciò me ne vado. Perché non è possibile vivere in un paese guidato da una classe politica incapace, corrotta e concentrata soltanto sulla tutela dei propri interessi.
Ecco, io non voglio vivere in questo paese. Si diventa pazzi, a vivere in questo paese. E allora me ne vado, alla ricerca di un posto che non mi tolga la forza e la voglia, un posto che mi somigli un po’ di più e che rispetti un po’ di più i miei diritti di cittadina e di donna.

14 02 2009
88

te ne vai? -1 !!

14 02 2009
Anonimo

polemico….

ieri 13 febbraio il comune e l’enel
sponsorizzano la giornata del risparmio energetico

invece di dar il buon esempio cambiando tutte le luci del paese
con lampadine a led…….. si risparmierebbe il 60% della bolletta enel

usa in modo intelligente l’energia: rispetta il tuo paese.

14 02 2009
ROMEO

IL RISPARMIO OGGI E’ UNA NECESSITA’: FACCIAMONE VIRTU’.

16 02 2009
Gianpi

Ti ha sconvolto la lettrea scritta da F.B. ! come mai ?
F.B. invece “se non ho capito male”approva le parole di un presidente sudamericano corrotto che si duole della partenza di persone per il fracaso del paese che lui gestisce ?
Ma scusate,o sono io che non interpreto bene le cose o qui c’è qualche conto che non torna,abbiamo una comunità Equadoregna in Italia che metà basta e F.B. lascia il Bel Paese per andare a vivere in una republica delle banane ? e tu Pierfranco ti sconvolgi da una lettera demenziale di questa portata !
Gente : non scherziamo per favore,uno con una laurea,o anche senza,se vuole trovare lavoro in Italia,lo trova eccome,se invece ha la “vocazione”dell’emigrante,non c’è posto di lavoro che tenga,ma per favore non buttiamo tutto addosso ai nostri governanti,nè di destra nè di sinistra,sono tutti uguali,e poi,cara la mia F.B. dillo come stanno realmente le cose,il sudamerica ti ha stregato e a costo di essere pagata con il classico “tozzo di pane”,preferisci vivere libera da stressanti capuffici ed affini, su questo hai il mio incondizionato appoggio.
Con sdegno.
Gianpi

16 02 2009
Steve Vay

meglio vivere tra le banane che tra le scimmie…

19 02 2009
Gengis Khan

X steve vay : è per quello che se ne va,qui sono rimaste solo scimmie e pappagalli.

19 02 2009
Steve Vay

papagai… ta ghet resù… doma papagai e asen… mia toc però

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