Zanzara tigre: ti sistemo io!

17 04 2008

di Silvia
L’estate è alle porte e tra poco il caldo inizierà a farsi sentire.
Lo scorso anno abbiamo assistito inermi all’invasione della fastidiosissima zanzara tigre, che girovagava in tutta libertà, già a partire dalle prime ore del mattino. Risultato: pomeriggi nervosi, spalmati di Autan da capo a piedi (come se questo servisse!), occhi puntati per intercettare e uccidere il poco gradito ospite che, ora sul polpaccio, ora sul braccio, ora sulla faccia stava banchettando allegramente!
Un proverbio dice “uomo avvisato mezzo salvato”; l’avviso è: con il caldo umido la maledetta bestiolina arriverà anche quest’anno.
Come salvarci?
Il Sindaco del Comune di Bottanuco, come avvenuto in tutti i comuni della zona, su proposta dell’ASL, ha adottato nello scorso mese di novembre un’ordinanza per “la prevenzione e il controllo dell’infestazione da AEDES ALBOPTICUS (zanzara tigre) nel territorio comunale”.
L’ordinanza ritiene indispensabile la piena collaborazione di tutti i Cittadini per garantire il contenimento dell’infestazione entro termini accettabili, prevedendo addirittura, a carico dei trasgressori, l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria (multa!) sino a 103,00 euro.
Le operazioni da compiere sono piuttosto semplici:
– nei mesi invernali: pulire accuratamente qualsiasi contenitore esterno al fine di eliminare le eventuali uova dell’insetto e spruzzare il comune spray insetticida nei locali chiusi o umidi (cantine, solai, locali caldaie ecc.);
– nei mesi primaverili ed estivi: svuotare regolarmente contenitori d’acqua all’aperto; coprire con reti zanzariere quelli inamovibili; mettere nei sottovasi dei fili di rame, che risultano tossici per le larve di zanzara; tenere puliti cortili e giardini evitando il ristagno di acque meteoriche; PULIRE E TRATTARE CON PRODOTTI LARVICIDI (bacillus turigensis, disponibile presso le farmacia) i tombini dell’acqua piovana con cadenza ogni 10-20 giorni.
Sono semplici accorgimenti che, se adottati dalla maggior parte della popolazione, potrebbero ridurre drasticamente il numero delle zanzare in circolazione.
Pensate che in presenza di acqua stagnante ad una temperatura intorno ai 20 gradi, una zanzara in un giorno può deporre fino a 200 uova!
Ora che sappiamo cosa fare, parliamone con parenti, amici e vicini: è importante iniziare subito!
La zanzara tigre si dovrà sentire braccata e forse noi riusciremo a passare qualche ora di serenità in giardino o al parco con i nostri figli.

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18 04 2008
Anonimo

Il numero verde e le FAQ sul virus Chikungunya
I cittadini che desiderano avere informazioni sul virus Chikungunya possono consultare il numero verde gratuito del Servizio sanitario regionale dell’Emilia-Romagna: 800 033 033 (dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 17.30, il sabato dalle 8.30 alle 13.30).

Al tempo stesso è stata predisposta una scheda di approfondimento che raccoglie una serie di FAQ (Domande e risposte) sull’argomento.

Puoi consultare queste informazioni anche direttamente da questo sito:

– Domande e risposte sul virus della Chikungunya

– Chikungunya: sintomi, diagnosi, prevenzione

Disinfestazione straordinaria nelle aree dove si sono verificati casi autoctoni di Chikungunya
(3 aprile 2008) -Iniziate le attività di disinfestazione straordinaria contro la Zanzara Tigre nei comuni di Ravenna, Rimini, Cesena, Cervia e Bologna, territori della nostra Regione in cui, nell’estate scorsa, si sono verificati focolai autoctoni di febbre da Chikungunya.
Secondo quanto previsto dal Piano regionale per la lotta alla Zanzara tigre e la prevenzione della Chikungunya e della Dengue, adottato dalla Regione Emilia-Romagna con la delibera n° 280/2008 , i Comuni interessati si sono attivati per l’esecuzione di interventi mirati alla riduzione dei focolai di sviluppo delle zanzare.
Da questa mattina fino alla prossima settimana, a Castiglione di Ravenna e a Ravenna città, a Cervia, nei quartieri Cervese sud e Ravennate del comune di Cesena, a Rimini e a quartiere Savena di Bologna sono previsti interventi straordinari di disinfestazione “porta a porta” nelle aree private, oltre agli interventi dei pozzetti stradali pubblici.
I trattamenti sono rivolti contro le larve che iniziano a svilupparsi dalle uova deposte nello scorso anno. Questa azione è stata messa in atto per adottare strategie di “massima cautela”. Gli interventi prevedono la rimozione dei focolai larvali, anche solo potenziali, e, ove questo non fosse possibile, trattamenti con larvicidi. Negli stessi territori, i trattamenti saranno ripetuti fra 3 settimane.

Il Piano regionale per la lotta alla zanzara tigre e la prevenzione della Chikungunya
(26 marzo 2008) – Potenziamento della lotta alla zanzara tigre, per ridurne il più possibile la popolazione; ulteriore sviluppo del sistema di sorveglianza sanitaria, per identificare precocemente eventuali casi sospetti di Chikungunya e attuare tempestivamente le misure di controllo che impediscano la trasmissione del virus.
Questo prevede il Piano regionale per la lotta alla zanzara tigre e la prevenzione della Chikungunya, che la Regione Emilia-Romagna ha adottato con la delibera 280/2008.
Il Piano contiene le indicazioni operative e tecniche per strutturare il sistema regionale rispetto al rischio di un epidemia di febbre da virus Chikungunya – virus trasmesso dalla zanzara tigre – , dopo i focolai che si sono verificati l’estate scorsa nel ravennate e, in misura marginale, a Forlì-Cesena, Rimini, Bologna.

A sostegno del Piano, in questa prima fase, vengono stanziati 1,1 milioni di euro. Anche per il 2008, come è già avvenuto nel 2007, la Regione supporterà l’impegno organizzativo ed economico dei Comuni per la lotta alla zanzara tigre con l’erogazione di ulteriori risorse, il cui ammontare sarà determinato anche in relazione alla situazione meteo-climatica ed epidemiologica.
L’elaborazione del documento è il risultato di un confronto con Istituti scientifici regionali e con organismi sanitari nazionali (Ministero della salute, Istituto superiore di sanità) e internazionali (European center for disease prevention and control; Organizzazione mondiale della sanità; Ministero della sanità francese).

Pianificazione e coordinamento
A livello organizzativo, il Piano individua una doppia responsabilità istituzionale: agli Enti locali, in particolare ai Comuni, spetta la gestione diretta degli interventi di disinfestazione, al Servizio sanitario regionale spetta la sorveglianza sanitaria, l’attività di diagnosi e le misure di controllo e di diffusione della malattia.
Il coordinamento è in capo alla Direzione generale sanità e politiche sociali, in particolare attraverso il Servizio sanità pubblica, in raccordo con l’Agenzia sanitaria e sociale regionale. Il coordinamento a livello locale, secondo quanto stabilito dalle Istituzioni dei rispettivi ambiti territoriali, è guidato dalle Conferenze territoriali sociali e sanitarie o dalle Province (a Rimini e Reggio Emilia).
Il piano prevede anche la possibilità di attivare l’Unità di crisi regionale per le emergenze di sanità pubblica, presieduta dall’assessore regionale alle politiche per la salute, per garantire una gestione più diretta delle misure di controllo nel caso in cui si verificasse una epidemia di grandi dimensioni.

Lotta alla zanzara tigre
Piani ordinari di disinfestazione sono realizzati in tutti i Comuni in cui è presente la zanzara tigre (non presente nell’alta collina). Nelle zone dove l’anno scorso si sono verificati i focolai di Chikungunya: a Castiglione di Ravenna e a Ravenna città, a Castiglione di Cervia (nella località Malva, nell’area a sud del Porto canale fino a Pinarella), nei quartieri Cervese sud e Ravennate del comune di Cesena, a Rimini e a Bologna sono previsti anche interventi straordinari di disinfestazione “porta a porta” nelle aree private.
Il Piano prevede inoltre di aumentare il numero di ovitrappole nel territorio e indica il numero ottimale per provincia. L’obiettivo della rete di monitoraggio per il 2008 è di stimare il livello di infestazione da zanzara tigre per ogni ambito provinciale e per i centri urbani principali.
Saranno inoltre condotte attività di sorveglianza per individuare eventuali insetti di nuova introduzione (per es. l’Aedes Egypti che può trasmettere la malaria).

Il sistema di sorveglianza della Chikungunya
Come è noto, il virus Chikungunya si trasmette attraverso le punture di zanzara tigre. La febbre Chikungunya è una malattia dal decorso benigno i cui sintomi sono febbre alta e dolori articolari.
Obiettivo del sistema di sorveglianza, in capo al Servizio sanitario regionale, è l’identificazione precoce dei casi, anche sospetti, di Chikungunya, in modo da attivare tempestivamente le misure di controllo sanitario e di lotta alla zanzara tigre per impedire la trasmissione della malattia.
La segnalazione dei casi, anche solo sospetti, seguirà le procedure del sistema di segnalazione rapida, che il Piano descrive nel dettaglio.
Gli accertamenti diagnostici saranno svolti dall’Unità operativa di microbiologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna, individuata come punto di riferimento regionale. Questo laboratorio, che era già stato identificato come Centro Regionale di Riferimento per le Emergenze Microbiologiche (CRREM), è stato ulteriormente potenziato dal punto di vista strutturale e delle attrezzature per metterlo in grado di rispondere anche ad eventuali picchi di richieste diagnostiche.
Verrà inoltre messo in atto un sistema di sorveglianza attiva da parte dei medici di famiglia, dei pediatri di fiducia e dei medici del Pronto soccorso e dei Servizi di continuità assistenziale, che verranno contattati periodicamente delle Aziende Usl per il ruolo che essi hanno nella prima fase di individuazione di eventuali casi.

La campagna informativa
A partire dal mese di aprile, momento in cui inizia la ripresa del ciclo vitale della zanzara tigre, sarà realizzata una campagna informativa capillare, che coinvolge i Comuni, le Province, le Aziende sanitarie, i cittadini, i viaggiatori, per sollecitare la partecipazione di tutti alla lotta a questo insetto anche con disinfestazioni nelle aree private, per raccomandare la protezione individuale dalle punture e per invitare a segnalare eventuali sintomi al proprio medico di famiglia.
L’attiva partecipazione di tutti i cittadini è, infatti, elemento essenziale per dare piena efficacia alle iniziative programmate.

Nel link di seguito, il testo del Piano regionale di lotta alla zanzara tigre e per la prevenzione della Chikungunya:

Piano regionale per la lotta alla zanzara tigre e la prevenzione della Chikungunya – 2008

La Regione presenta agli Enti locali le linee strategiche per il 2008
(20 dicembre 2007) – L’epidemia da febbre Chikungunya verificatasi nel corso dell’estate 2007 ha dimostrato la capacità della Zanzara Tigre di veicolare anche nel nostro Paese malattie importanti. La rilevanza di questa problematica continua a tenere banco anche nel periodo invernale con azioni di programmazione delle attività che dovranno essere messe in atto nel prossimo anno.

Gli amministratori locali interessati sono stati convocati, presso la sede dell’Assessorato Politiche per la salute, per illustrare le linee strategiche per la sorveglianza della Zanzara Tigre e prevenzione della Chikungunya per l’anno 2008 predisposte dal gruppo tecnico regionale in collaborazione con gli Enti locali, le Aziende sanitarie e Istituti di ricerca nazionali ed internazionali.
Nell’ambito di tale riunione sono state fatte considerazioni su quanto accaduto nel corso del 2007, sono stati presentati e discussi i criteri generali per l’impostazione del piano 2008 e presentati ed approvati i seguenti documenti:

• disciplinare tecnico e relativa nota
• schema dell’ ordinanza

Protocollo operativo

“Chikungunya: Emilia Romagna non più a rischio di trasmissione”
(30 novembre 2007) – Il ministero della Salute, in accordo con l’Organizzazione mondiale della sanità e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, ha dichiarato che la regione Emilia Romagna non è più a rischio di trasmissione per il virus chikungunya: l’ultimo caso confermato risale infatti al 28 settembre scorso.
Non potendo escludere la trasmissione verticale del virus alle larve di zanzare che si schiuderanno in primavera, Il Ministero della Salute – CCM sta elaborando un Piano Nazionale per la lotta alla Zanzara Tigre. Rimane attiva la sorveglianza dei casi.

http://www.ministerosalute.it/dettaglio/pdFocus.jsparea=

promozione&colore=3&id=451

“Facciamoci in 4″: in Tv e sui quotidiani la campagna informativa regionale
(12 ottobre 2007) – “Partecipiamo alla lotta contro la Zanzara Tigre”, “evitiamo i ristagni d’acqua”, “usiamo prodotti larvicidi”, “informiamoci”. Sono i quattro punti della campagna informativa regionale che da martedì 16, fino alla fine di ottobre, nelle principali emittenti televisive (lo spot video ha per protagonista il popolare entomologo Giorgio Celli) e sui quotidiani dell’Emilia-Romagna si propone di sensibilizzare i cittadini perché il contrasto alla diffusione di questo insetto diventi concretamente un impegno di tutti: oltre che delle istituzioni, anche dei singoli cittadini.

L’obiettivo della campagna, che ha per slogan “Contro la zanzara tigre facciamoci in 4”, è tenere alta l’attenzione su questo tema. Poche, semplici indicazioni da seguire per evitare il proliferare dell’insetto, attraverso cui si è sviluppato la scorsa estate un focolaio di Chikungunya, malattia virale dal decorso benigno che provoca febbre alta e dolori articolari.
La campagna sarà poi rilanciata in primavera quando la zanzara riprenderà il suo ciclo vitale.

Per combattere la presenza di zanzara tigre in Emilia-Romagna, i Comuni, con il supporto della Regione, hanno avviato un piano straordinario di disinfestazione, attraverso l’impiego di prodotti antilarvali nelle aree pubbliche e private, e attraverso interventi contro gli insetti adulti nelle zone più sensibili, come le scuole, gli ospedali, le strutture per anziani. Questo risultato, che ha portato alla riduzione e poi alla scomparsa dei casi di malattia nel giro di alcune settimane dall’individuazione del focolaio, ha dimostrato che è necessaria un’azione coordinata di istituzioni e cittadini per riuscire a eliminare la presenza della zanzara.

Ai cittadini si chiede contribuire a questo impegno, intervenendo direttamente nelle proprie abitazioni. La zanzara tigre ha bisogno di pochissima acqua stagnante per depositare le uova e riprodursi. Per cui è quanto mai importante evitare ogni ristagno d’acqua nei sottovasi, negli annaffiatoi, nelle grondaie, sui teli di copertura che si usano all’aperto, nelle vasche, nelle fontane, nei giochi che si lasciano all’aperto dei bambini e delle bambine.
E’ molto importante, inoltre, versare periodicamente nei tombini i prodotti larvicidi (facilmente reperibili in commercio).

Lo spot sarà trasmesso, prevalentemente nelle fasce orarie dedicate all’informazione (12.30-14; 19-23). Queste le emittenti: 7 Gold, Nuova rete, Rete 8, Telsanterno, Telecentro, Rete 7/E’ Tv, Telelibertà, Teleducato Piacenza, Tv Parma, Teleducato Parma, TeleReggio, TeleTricolore, Antenna 1, Trc Modena, VideoModena telstar, Telemilia, Telestudio Modena, telstense, VideoRegione, TeleRomagna/TeleRavenna, Tele 1, Canale 11, Erreuno Tv.
I quotidiani che pubblicheranno le indicazioni contenute nella campagna informativa sono: Il Resto del Carlino, La Repubblica, L’Unità, IL Corriere di Bologna, Il Domani di Bologna, La Gazzetta di Reggio, La Gazzetta di Modena, La Nuova Ferrara, Il Corriere di Romagna, La Voce di Romagna, la Gazzetta di Parma, La Libertà.
spot televisivo della campagna Facciamoci in 4”, con Giorgio Celli

“Dall’Emilia-Romagna interventi corretti e tempestivi”
(18 settembre 2007) – L’infezione da virus Chikungunya manifestatasi in Emilia-Romagna è un fatto rilevante per l’intera Europa, e dimostra come il rischio di trasmissione di malattie attraverso la zanzara tigre sia un rischio attuale. In questo contesto il Servizio sanitario regionale ha agito correttamente e tempestivamente riuscendo a contenere il numero dei casi. Sono le principali conclusioni cui è giunta una delegazione mista composta da rappresentanti Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) e Oms (Organizzazione mondiale sanità), che in questi ultimi giorni ha svolto una missione di valutazione del rischio nelle zone dell’Emilia-Romagna in cui si è verificato il focolaio epidemico.
Oggi, nel corso di una conferenza stampa tenutasi nella sede della Regione a Bologna, alcuni dei rappresentanti della delegazione, insieme all’assessore alle Politiche per la salute, Giovanni Bissoni, hanno reso note le valutazioni al termine della ricognizione voluta dalle due organizzazioni sanitarie.

«Anzitutto – ha precisato Denis Coulombier (responsabile dell’Area preparazione e gestione dell’emergenza, Ecdc) – dobbiamo dare atto ai servizi sanitari della regione di averci fornito tutti gli strumenti necessari per questa nostra indagine». Coulombier ha quindi sottolineato come «i casi d’infezione siano stati correttamente individuati, e sia stato fatto tutto per evitare la trasmissione del virus. Ma ciò che qui abbiamo imparato è che questi focolai possono manifestarsi in qualsiasi Stato dell’Unione europea, noi dobbiamo quindi imparare a convivere con questo rischio». E’ stato inoltre reso noto che gli organismi sanitari europei erano in stato di allerta, perché già da 20 mesi avevano previsto la forte possibilità di un focolaio nel sud del continente.

«Un rischio – ha aggiunto Roberta Andraghetti dell’area Malattie trasmissibili Oms Europa – che non è limitato solo alla trasmissione di Chikungunya, poiché la zanzara tigre può essere vettore anche di altre e maggiormente pericolose infezioni. Ma il fatto che si sia verificato in Emilia-Romagna un episodio di Chikungunya, non significa tuttavia che esista un rischio aumentato anche per altre malattie».
«Da parte nostra – ha aggiunto l’assessore regionale Bissoni – continueremo a mantenere alta l’allerta perché i casi sporadici restino tali, impegnandoci in particolare nella lotta alla zanzara tigre, profittando anche della stagione invernale, cercando il massimo coinvolgimento di tutti i cittadini di questa regione per mettere in pratica nel miglior modo possibile le linee guida da noi stabilite insieme agli Enti locali. Oltre a ciò, continueremo nel programma dei piani di disinfestazione organizzando e controllando i servizi esterni ad essa deputati. In ogni caso la Regione esce da questa indagine rafforzata nei suoi obiettivi e nelle sue strategie».

Sul fronte delle infezioni, la Regione ha fornito gli ultimi dati relativi alla diffusione del virus, ormai in curva epidemica discendente dopo il picco di metà agosto: al 14 settembre risultavano 101 casi positivi, 33 negativi, e 133 in attesa di esito.

La delegazione è stata composta dagli stessi Denis Coulombier e Roberta Andraghetti, Evelyne Depoortere (coordinatore del progetto malattie trasmesse da vettore, Ecdc), Jean-Claude Desenclos (epidemiologo, responsabile dell’Unità malattie infettive dell’Istituto de Veille sanitaire in France), Herve Zeller (virologo, direttore del Centro di riferimento nazionale per arbovirus e virus di febbre emorragica del Pasteur institute di Lione), Charles Jeannin (entomologo, Unità di ricerca e sviluppo, Eid Mediterranée, Montpellier).

Dalla Regione un milione di euro per sostenere i Comuni
(11 settembre 2007) – Debellare il virus per evitare di diventare zona endemica; rafforzare e aggiornare tutti i sistemi di allerta,controllo e monitoraggio,a fronte del possibile pericolo di nuove malattie infettive; abbassare drasticamente la popolazione della zanzara tigre,vettore esclusivo o comunque centrale per la trasmissione di tali nuove infezioni.
Sono gli obiettivi prioritari della Regione Emilia-Romagna nei confronti dell’infezione da virus Chikungunya, così come definiti dall’assessore alle Politiche per la salute, Giovanni Bissoni, che ha ieri svolto una relazione sul tema in Giunta regionale. Agli stessi obiettivi è finalizzato lo schema tipo di una ordinanza proposta dalla Regione, in accordo con le Autonomie, che dovrà essere adottata dai Comuni in cui è presente infestazione da zanzara tigre, per un potenziamento ed un’intensificazione della lotta a questo insetto.

La Giunta, che ha condiviso la relazione dell’assessore Bissoni dando mandato di continuare ad operare con la massima attenzione, ha inoltre deciso lo stanziamento di un primo milione di euro. Si tratta di un intervento economico di sostegno agli Enti locali, per far fronte ai costi aggiuntivi connessi agli interventi straordinari di lotta alla zanzara tigre.
Il piano di intervento dei Comuni sarà effettuato sulla base di una valutazione delle dimensioni e delle caratteristiche dell’infestazione, che si dovrà basare su riscontri in campo integrati dalla sorveglianza tramite ovitrappole, e prevederà una piena copertura con trattamenti larvicidi del territorio fino al 31 ottobre.

La strategia della Regione per la lotta alla zanzara tigre rimane incentrata sulla bonifica dei focolai e sui trattamenti antilarvali estesi alle aree pubbliche private, ma in questa fase viene affiancata un’azione straordinaria di lotta agli insetti adulti da parte di personale esperto che dovrà garantirne i livelli di qualità ed adeguatezza. I trattamenti adulticidi saranno messi in atto in presenza di casi sospetti o accertati di Chikungunya, e in presenza di infestazioni localizzate di particolare consistenza con associati rischi sanitari, in particolare nelle zone circostanti siti sensibili quali scuole, ospedali, strutture per anziani sulla base di un piano concordato con le Autorità sanitarie locali.

Per quanto riguarda l’andamento epidemiologico si evidenzia che gli approfondimenti sui casi sospetti, che vengono quotidianamente segnalati, hanno fatto emergere il dato confortante che il problema è confinato nelle zone in cui si è manifestato il picco epidemico nella seconda metà di agosto: tutte le altre segnalazioni fino ad ora pervenute da altre aree della Regione sono risultate negative fin dai primi esami di laboratorio. Anche nelle zone dove si sono registrati casi confermati, si riscontra un progressivo calo degli stessi che oramai si manifestano solo in forma isolata.

Chikungunya: documenti europei e aggiornamenti dell’Iss e del Ministero della Salute
(11 settembre 2007) – Il Centro europeo per il controllo delle malattie (European Centre for Disease prevention and Control, ECDC) con sede a Stoccolma, ha prodotto un documento di raccomandazioni sui comportamenti corretti da tenere per evitare la diffusione del virus Chikungunya. Il focolaio registrato nelle scorse settimane in Emilia-Romagna è il primo caso di trasmissione autoctona (e quindi non semplicemente importata) in Europa. E’ quindi particolarmente importante adottare tutte le misure di prevenzione, sia per eliminare il vettore della malattia, la Zanzara Tigre, che per limitare la possibilità di punture da parte della stessa zanzara. Il documento è stato tradotto dalla redazione del sito EpiCentro, del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute dell’Istituto Superiore di Sanità ed è quindi disponibile in italiano.
Sul n. 12 di Eurosurveillance weekly, del 6 settembre, è stato pubblicato un articolo sull’epidemia di Chikungunya, firmato dal Dipartimento di sanità pubblica dell’Ausl di Ravenna, dal Servizio di Sanità pubblica e dal Servizio Presidi ospedalieri della Regione Emilia-Romagna e dal Dipartimento di malattie infettive, parassitarie e immunomediate dell’Istituto Superiore di Sanità. Il documento è disponibile in una traduzione in italiano realizzata dalla redazione di EpiCentro.

L’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato, sul proprio sito, un focus dedicato alla Chikungunya con un Piano per gli interventi di disinfestazione e un intervento di Gianni Rezza, direttore del reparto Epidemiologia del Dipartimento Malattie Infettive Parassitarie e Immunomediate.

Il Ministero della Salute, in un comunicato, ricorda che il numero verde 06 599 43905 per informazioni sull’epidemia di Chikungunya è attivo dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18.00. Il servizio fornisce informazioni sulle misure di prevenzione e sulla situazione dell’infezione. Il comunicato precisa che non siamo in una situazione di emergenza sanitaria e per questo non si è ritenuto necessario attivare una linea di emergenza telefonica nelle ore notturne e nel fine settimana. Tutte le informazioni fornite dal servizio telefonico sono comunque disponibili anche sul sito del Ministero, così come sul presente sito e sugli altri siti informativi (Iss, Ermes, SalutER, EpiCentro).

Il punto sulle infezioni da Chikungunya
(6 settembre 2007) – I casi di sospetta infezione da virus Chikungunya in Emilia-Romagna sono ad oggi 197. Di questi, 36 sono stati confermati dagli esami di laboratorio e 2 risultano negativi; i rimanenti 159 sono attualmente al vaglio delle autorità sanitarie. I numeri sono stati dati ieri nel corso di una conferenza stampa dall’Assessore alle politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna, Giovanni Bissoni.

L’andamento dell’infezione, a partire dai primi casi isolati di Castiglione di Cervia nella prima metà di luglio fino ai due picchi massimi dell’epidemia, il 9 e il 20 agosto a Castiglione di Cervia e a Ravenna, è stato ricostruito dal punto di vista epidemiologico. L’immediata attuazione di misure di disinfestazione straordinaria hanno permesso di controllare la diffusione del virus in queste zone mentre altri casi, connessi al primo focolaio, sono stati segnalati successivamente nel cesenate e a Cervia. Infine, casi isolati sono stati segnalati, oltre che a Ravenna, anche a Cesenatico, Lido di Savio, Gatteo mare, Roncofreddo, Bologna, Rimini, Forlì e Reggio Emilia. In tutti questi ultimi casi, però, gli accertamenti sulla natura dell’infezione sono ancora in corso.

L’infezione nel ravennate è stata rapidamente circoscritta grazie al pronto intervento del Servizio Sanitario Regionale e dell’Azienda Usl di Ravenna. L’accordo tra istituzioni locali, Ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità ha poi permesso di elaborare una strategia di prevenzione basata sull’individuazione tempestiva dei casi sospetti e la massima riduzione possibile del numero di Zanzara Tigre presenti sul territorio.
In primo luogo, sarà potenziata la sorveglianza per cercare attivamente i casi sospetti e verificarli da un punto di vista clinico. Una specifica formazione sarà fatta agli operatori sanitari che agiranno in rete con i medici di famiglia, l’Istituto Superiore di Sanità e il Ministero della Salute.
Per quanto riguardagli interventi di disinfestazione, apposite misure sono state adottate per rafforzare la campagna che la Regione porta avanti da anni nella lotta contro la Zanzara Tigre, vettore del virus. Campagne straordinarie di disinfestazione, sia larvicida che adulticida saranno effettuate sul territorio, anche con il contributo della stessa Regione. I comuni approveranno specifiche ordinanze per rendere obbligatorie le disinfestazioni e appositi capitolati per migliorare gli interventi stessi. Infine, un gruppo di esperti entomologi saranno a disposizione per valutare l’efficacia degli interventi e per analizzare l’eventuale presenza del virus negli adulti di Zanzara Tigre catturati sul territorio con trappole.

In accordo con la legislazione italiana e con le istituzioni sanitarie nazionali, a titolo precauzionale, è stata sospesa la donazione del sangue da parte dei residenti nella zona dove si è sviluppata l’epidemia e, per un periodo di 21 giorni, delle persone che vi hanno soggiornato anche per poche ore. Contemporaneamente, sono state sospese anche le donazioni di organi e tessuti da parte dei residenti nelle aree interessate dall’infezione.

La presenza della Chikungunya non è nuova in Europa: ogni anno in diversi paesi, compresa l’Italia, vengono registrati numerosi casi d’importazione. Il fatto che in Emilia-Romagna si sia invece sviluppata una epidemia, con trasmissione del virus a livello locale, è dovuto a una serie di fattori concomitanti: alta densità della popolazione di Zanzara Tigre, che in questo periodo è storicamente al massimo, e caratteristiche climatiche e ambientali di alcune aree della Romagna. La presenza di persone infette, che costituiscono il bacino del virus, completa il quadro. Una situazione nuova, effetto sia della globalizzazione che dei cambiamenti climatici in atto.

E’ importante sottolineare che la malattia ha un andamento benigno. La Chikungunya è un virus di origine tropicale ora presente anche sul nostro territorio, trasmesso attraverso le punture della Zanzara Tigre. Nonostante i sintomi importanti, e cioè elevata temperatura corporea, forti dolori articolari ed eventuali eruzioni cutanee, l’infezione si risolve in pochi giorni ricorrendo a farmaci ordinari.

Indicazioni operative

Infezione da arbovirus in alcune zone della Romagna
(Agosto 2007) – Dalla metà di agosto 2007, in due frazioni della provincia di Ravenna, sono stati segnalati casi di infezioni virali, i cui sintomi, poi confermati dalle analisi effettuate dall’Istituto superiore di sanità (ISS) su campioni biologici delle persone colpite, indicano come possibile causa del focolaio epidemico il virus Chikungunya.
In questi giorni, il Sistema sanitario nazionale e regionale sono impegnati nel monitoraggio e nella sorveglianza del caso. L’Assessorato alle Politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna, l’Istituto superiore di sanità, l’Azienda Usl di Ravenna e il Ministero della Salute stanno lavorando congiuntamente seguendo l’indagine epidemiologica, clinica, di laboratorio e decidendo provvedimenti e future azioni da intraprendere.
Il virus Chikunguya appartiene alla famiglia delle Togaviridae, genere alphavirus. Il serbatoio dell’infezione è rappresentato dall’uomo, mentre i vettori di trasmissione sono alcune specie di zanzare, presenti anche nel nostro Paese.
L’infezione non si trasmette per contatto diretto tra uomo e uomo né per via aerea, ma solo tramite punture da parte di zanzare infette. La malattia ha un decorso benigno e i sintomi (febbre, mal di testa, dolori articolari e muscolari, in alcuni casi eruzioni cutanee) si risolvono spontaneamente in pochi giorni senza terapia specifica, anche se i dolori articolari possono persistere a lungo; in persone anziane, o con importanti patologie concomitanti, come molte forme virali, può dare complicanze anche gravi.
La diffusione della malattia è sotto controllo, già nei primi di giorni di settembre non si sono verificati infatti nuovi casi.

Per informazioni sono a disposizione dei cittadini:

numero verde regionale 800 033 033
(dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 17.30, il sabato dalle 8.30 alle 13.30.
il numero del Ministero della Salute (06 5994.3307)
Dipartimenti di sanità pubblica delle Aziende sanitarie della Regione Emilia-Romagna

18 04 2008
Pippo Baudo

Domanda. Mi pare di aver sentito che a Filago era lo stesso comune che aveva acquistato delle pastiglie da gettare nei tombini, e che altri paesi dell’Isola avevano adottato lo stesso provvedimento.
Sapete qualcosa?
Tks

18 04 2008
anonimo

non c’è un sistema tipo questo da utilizzare per la totale disinfestazione dei comunisti?

18 04 2008
toxic avanger

anonimo io ho un idea…vai tu in un tombino e rimanici almeno non vedi più nessuno e sei contento!!!!

19 04 2008
Anonimo

Sarebbe davvero bello se per una volta l’amministrazione comunale andasse al di là dell’aver svolto diligentemente il compitino di deliberare e pubblicare la delibera in qualche bacheca…
Si potrebbero ad esempio coinvolgere le classi elementari e medie, in modo che durante una lezione di scienze/biologia si accenni all’argomento.

I bambini/ragazzi potrebbero anche trovarlo divertente e trasmettere le semplici regolette in famiglia.

28 05 2008
BARBARA75

attenzione!!!!!
è già in giro!!!!!
siamo pronti a difenderci????

24 06 2008
Pierfranco

IO SONO UN OTTIMO PASCOLO VERDE PER LE ZANZARE !
Non sempre, ma qnd c’è afa faccio uso di un mio sistema sempre vincente.
È unpò fastidioso i primi minuti, ma è ottimo. Ciò che attira le zanzare a noi è l’odore della nostra pelle, se noi lo copriamo con altro risolviamo le punture. Limone o lime, spalmati molto sulle parti dove c’è poco muscolo, l’effetto dura c.a due ore. Lo so, da unpò di prurito ma passa subito, se siete in casa e avete la fortuna di avere una stanza con aria condizionata è ottimo anche questo. Riguardo a quello che il comune consiglia, direi di escluderlo totalmente. Per prima cosa le bombolette aumentano il buco d’ozono e creano inutile immondizia, seconda cosa in estate si bagnano vasi, piante e giardini altrimenti il verde secca. Alla zanzara non servono pozzanghere d’acqua, ma una sola gocciolina che trovano ovunque. Cmnq ogni sostanza inerente a insetti che si trovano nei supermercati sono nocivi a noi stessi. Vedete unpò voi…

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