Mense: ci va il 65% dei nostri studenti

22 07 2007

A settembre sarà attiva la mensa scolastica delle elementari di Bottanuco (foto). La struttura è costata 213.600 euro, mentre per l’arredamento la spesa totale è di 14.662 euro (8.110 per lamensa.jpg zona cucina e del personale, 6.552 per quella dei bambini). Attualmente ci sono già 124 preiscrizioni al servizio, un buon riscontro visto che gli iscritti alla scuola sono in media 190 (si tratta quindi del 65%). I 124 si fermeranno solo il mercoledì, quando la scuola prevede anche le ore pomeridiane, mentre il lunedì, quando il pomeriggio scolastico è facoltativo, ne godranno 83 bambini. L’avvio della mensa a Bottanuco non sembra aver intaccato le iscrizioni alle elementari di Cerro, già dotate del servizio dallo scorso anno (la struttura era costata 161.524 euro). Qui, infatti, le preiscrizioni alla mensa sono 51 al mercoledì (con pomeriggio obbligatorio) e 38 il lunedì (con pomeriggio facoltativo). Rispetto all’anno scolastico 2006/2007 i dati non sono diminuiti, anzi: il lunedì sono rimasti costanti (sempre 51) mentre il mercoledì sono aumentati di 10 (erano 28). Lo scorso anno, considerando che gli iscritti alla scuola erano 77, ha usufruito della mensa il 66% degli studenti di Cerro, percentuale che varrà all’incirca per il nuovo anno. Entrambe le mense non cucinano ma ricevono piatti pronti dalla SerCar di Trezzo. Dall’anno scolastico 2007/2008 il costo di ogni pasto è aumentato dell’1,5% (seguendo l’inflazione) arrivando a 3,90 euro.

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41 responses

22 07 2007
Anonimo

Se non ricordo male il vostro sito e molti utenti avevano criticato la costruzione della mensa … forse questa volta il Comune aveva ragione

22 07 2007
Ivan-redazione

Ciao Anonimo,
il sito non ha mai criticato le mense. Qui e qui puoi rileggere le precedenti notizie che se ne sono occupate, e come potrai vedere non ci sono mai valutazioni soggettive. Ci sono state critiche da parte degli utenti, ma anche commenti a favore. I dati riaprono comunque la discussione.
Ciao, Ivan

22 07 2007
Eva

questa SER CAR mi pare abbia il monopolio delle mense scolastiche e non , non c’è concorrenza in zona?

23 07 2007
andrea

io immagivano che il pomeriggio fosse tre giorni alla settimana, come ai miei tempi. per un pomeriggio solo ci credo che si fermano in tanti. i bambini si divertono a mangiare con i compagni e i genitori li mollano, tanto per 3,90 euro… mi meraviglio del 35% che rinuncia al sollazzo. comunque vorrei capire quante mamme di quel 65% hanno veramente l’esigenza di lasciare il figlio in mensa.

23 07 2007
Eva

scusa andrea, ma che differenza fa? Mi pare abbastanza ovvio che si tratta di una scelta, visto che un giorno alla settimana non risolve certo il problema delle mamme che lavorano. Certo sarebbe meglio che l’investimento fosse sfruttato tutti i giorni, con la settimana corta…ma intanto puo’ essere un inizio…

23 07 2007
Mauri

Sono d’accordo con Eva che avrebbe più senso la settimana corta. Un giorno alla settimana è più un gioco che un servizio. Resta il fatto che secondo me era meglio una sola mensa e dotata di cucina, visto che quei cestini del catering non mi entusiasmano per niente

23 07 2007
manzonipi

X Eva:
a Calusco e Solza è invece la ditta SERIST di Agrate che fornisce i pasti per le scuole.

23 07 2007
andrea

x eva. il senso del mio discorso era: la mensa a quante mamme ha davvero risolto un problema?

23 07 2007
Pippo Baudo

La mensa potrebbe risolvere i problemi a molte mamme credo, che potrebbero avere un’ora libera in più al giorno, lasciando i loro figli in mensa.

Spero però che venga monitorato il servizio, e soprattutto la qualità dei pasti. Molte delle spese sanitarie nazionali sono legate alla cattiva alimentanzioni dei bambini sin dalla più tenera età. Per combattere l’obesità oltre allo sport (COSTRUITE CAMPI SPORTIVI PER I RAGAZZI E GLI ADULTI!!) serve anche mangiare sano e bene.

Il servizio mensa è un servizio intelligente, e serve anche a creare una certa amicizia tra i ragazzi durante l’orario del pasto.

23 07 2007
Mara

ha risolto un problema perchè almeno un giorno alla setimana non devono far da mangiare al bambino. se la mensa ospitasse anche il marito le donne ringrazierebbero due volte!

24 07 2007
Eva

il menu’ scolastico è stabilito dalle ASL e mi pare (almeno cosi’ mi dissero una volta, forse qualcuno puo’ smentire o confermare) che le aziende alimentari abbiano un’ispezione ASL al giorno….. quindi in teoria la cosa dovrebbe essere super controllata….in teoria ovviamente….

Senz’altro in una mensa con un menu valido il bambino, se non è lasciato proprio a se stesso dagli insegnanti, puo’ essere “iniziato” ad una alimentazione piu’ sana, a volte anche solo per imitazione dei compagni.

Nel 2007 con un giorno di mensa, le spese di smaltimento rifiuti ancora vecchio metodo….ma non siamo un po’ troppo indietro in questo paese?

24 07 2007
Eva

il menu’ scolastico è stabilito dalle ASL e mi pare (almeno cosi’ mi dissero una volta, forse qualcuno puo’ smentire o confermare) che le aziende alimentari abbiano un’ispezione ASL al giorno….. quindi in teoria la cosa dovrebbe essere super controllata….in teoria ovviamente….

Senz’altro in una mensa con un menu valido il bambino, se non è lasciato proprio a se stesso dagli insegnanti, puo’ essere “iniziato” ad una alimentazione piu’ sana, a volte anche solo per imitazione dei compagni.

Nel 2007 con un giorno di mensa, le spese di smaltimento rifiuti ancora vecchio metodo….ma non siamo un po’ troppo indietro in questo paese?

24 07 2007
manzonipi

Per quel che ne so più che ispezioni giornaliere da parte dell’ASl, tutti i giorni vengono conservati campioni del cibo distribuito a disposizione dell’ASL. Da noi, a Solza, vi è inoltre un gruppo di genitori “assaggiatori” che si alternano a provare e dare un giudizio sui piatti.
Infine una considerazione: ogni tanto l’ASL eccede nell’indirizzare sull’alimentazione più corretta. Per esempio togliere il fritto dal pesce porta spesso i bambini a non mangiarlo del tutto perchè nelle versioni in umido o simili proprio non piace.

24 07 2007
Alessandro

Mi propongo tra i genitori assaggiatori di Bottanuco

24 07 2007
Eva

andrea, scusa non avevo visto il tuo post! Si in effetti un giorno di mensa non puo’ aver risolto il problema di nessuno! Pero’ lo vedo come un primo passo verso L’INEVITABILE utilizzo della mensa tutti i giorni con la settimana corta! altrimenti certo che l’investimento è spropositato…

Volevo chiedere a manzonipi quanto viene usata la mensa a solza (fate la settimana corta?) e se usufruiscono della SERIST di Agrate da sempre.

Altre domande da profana…

ma la cucina c’è o non c’è? Cioè, nell’articolo si parla di 8000 euro per zona cucina ma mauri dice che avrebbe preferito “una sola mensa ma dotata di cucina”?

Perché è necessario (e questo mi pare in tutte le mense scolastiche) ricorrere ad un catering esterno? E’ cosi’ ingestibile una cucina interna, come all’asilo? O forse anche all’asilo c’è un catering e io manco me ne sono accorta?

Visto che siamo in argomento di catering – e finisco le domande – non c’è un servizio di distribuzione pasti per persone anziane in questo paese?

24 07 2007
manzonipi

x Eva: a Solza facciamo la settimana corta. La mensa è partita due anni fa, convenzionandoci con Calusco che aveva la ditta Serist. Quest’anno abbiamo fatto un nuovo bando al quale alla fine ha partecipato solo la Serist. Tra l’altro questa sta aprendo un punto cottura alle scuole di Calusco con indubbi vantaggi di vicinanza (prima poteva capitare qualche ritardo nella consegna vista la distanza Agrate – Solza, anche se i pasti rimanevano caldi). Infine nel bando è stata prevista la disponibilità di un servizio pasti per gli anziani che intendiamo proporre.

24 07 2007
Pippo Baudo

Non è che per far piacere il pesce ai bambini bisogna per forza infilarglielo nel piatto sotto qualunque forma. Anche perchè esistono migliaia di tipologie di pesce, e spesso e volentieri si finisce per pensare che invece sia rappresentato solo dal nasello>bastoncini>findus.

E’ chiaro però che nella nostra zona il pesce deve assolutamente far parte della nostra alimentazione, perchè alimento di incredibile utilità per la crescita dei bambini.

Tante volte i genitori non hanno tempo o voglia per cucinare cose nuove e sane per i figli, lasciando tutto in mano ad una busta surgelata o a qualche intruglio liofilizzato. La mensa deve cercare di far avvicinare i bambini anche a cibi che non rientrano nella nostra cultura locale.

24 07 2007
gioan

Propongo assaggiatore a giorni alterni SINDACO e VICESINDACO.
nE AVREBBERO PROPRIO BISOGNO!

24 07 2007
andrea

eva: le mense di bottanuco si limitano a riscaldare i piatti e a servirli. non cucinano niente. creare una cucina ovviamente ha dei costi maggiori ma che sicuramente si recuperano con il tempo. con la cucina interna il pasto arriva, mettiamo, a 3 euro anzichè 3,90 e nei 5 anni per le famiglie fa una certa differenza. soprattutto se poi arriverà la settimana corta con la mensa 5 giorni a settimana. quello che volevo dire io nei miei primi commenti è: ora è il 65% delle famiglie a lasciare i figli in mensa, ma perchè si tratta di una specie di “esperimento collettivo”. quando il servizio sarà serio, cioè settimana corta con 5 giorni di mensa, voglio vedere di quanto si riduce la percentuale, minimo dimezza. quelle saranno le famiglie che DAVVERO avevano bisogno del servizio.

25 07 2007
manzonipi

Io non sarei così sicuro che con una cucina interna il costo si abbatte rispetto a dei catering che possono distribuire i costi di materiale e personale su grandi quantità. Andrea prova solo a ipotizzare il personale che serve ad una piccola cucina e a quello che devi prevedere per garantirne il servizio (malattie, ferie, permessi ecc.). Così come per l’approvvigionamento degli alimentari è probabile che su maggiori quantità incidono meno i costi di acquisto e gli sprechi.

25 07 2007
andrea

penso che con la cucina interna il risparmio ci sia e sia fuor di dubbio. mi viene in mente l’asilo nido: la grossa differenza di costo tra il nostro e quelli di capriate e suisio è dovuta ai pasti. loro hanno la mensa interna mentre da noi arrivano i piatti pronti. una mensa, anche senza cucina interna, ha bisogno del suo personale e con la cucina si tratterebbe al massimo di aggiungere un cuoco (alla scuola materna di bottanuco che ha più di cento bambini c’è solo una cuoca). certo, a cerro dove la mensa è mignon e a pieno regime ci saranno 20 bambini non vale la pena avere una cucina interna. ed è il motivo per cui dico che due mense sono insensate.

25 07 2007
pippo

folle è la psiche umana non so se sicrico cosi ma va bene ugualmente.
1 hanno fatto la mensa a cerro per mandare i bambini di bottanuco a cerro e per ripagarli dei favori fatti ( VOTI),ora gli lo hanno messo nel didietro facendo la mensa a bottanuco, ma forse non hanno capito che la spesa sostenuta è di circa 500.000,00 cinquecentomilaeuro pari a circa il vecchi miliardo o no?

25 07 2007
Eva

x pippo (non baudo mi pare), ma tutto deve essere visto sempre e solo in funzione della poltrona?
Non puoi pensare seriamente che le persone siano sempre e solo in malafede! E per guadagnarci cosa poi?

Personalmente sono d’accordo con la scelta di due mense, se due sono le scuole. Mica puoi traslocare i bambini…
Sono soldi spesi bene, sempre che si siano scelte le imprese corrette, che queste abbiano lavorato bene etc etc etc.

Ma la cucina nella scuola grande c’è o no?

X Manzoni .
A proposito di catering/cucina interna, se facciamo, come diceva andrea, il raffronto con l’asilo d’infanzia (magari non nido che puo’ includere anche omogeneizzati, ma quello 3-5 anni) risulta veramente troppo onerosa la cucina interna? Qualcuno che conosce le cifre puo’ fare il raffronto con la retta dell’asilo?

25 07 2007
mik

e la mensa alla scuola media??

25 07 2007
manzonipi

Eva, ogni tanto mi rincuora trovare qualcuno veramente interessato a capire e ragionare sulle scelte, valutando in base a dati ed elementi certi attraverso i quali è possibile arrivare a formulare ipotesi fattibili e sostenibili al confronto con altri che ne dispongano.
A sensazione io nutro dei dubbi rispetto alla certezza di Andrea “la grossa differenza di costo tra il nostro e quelli di capriate e suisio è dovuta ai pasti. loro hanno la mensa interna mentre da noi arrivano i piatti pronti”, ma non avendo nessun dato non esprimo opinioni con la stessa sicurezza. Poi volevo capire se quando parla di costi si riferisce alle rette o ai costi effettivi sostenuti dai gestori?

25 07 2007
andrea

ovviamente mi riferisco ai costi effettivi dei genitori. nelle rette di capriate e suisio ci sono inclusi i pasti (perchè cucinano loro) mentre in quelle di bottanuco sono esclusi e si tratta di circa 130 euro in più. ecco la ragione per cui il nostro nido è molto più caro. la cucina interna permette di ottimizzare i costi nel tempo. sennò sarebbero tutti cretini quelli che fanno la cucina interna visto che è più conveniente il catering esterno. ma pensiamo solo alle spese di trasporto (pulmino, conducente, benzina): la cucina interna non le ha.

25 07 2007
pippo

x eva
non so de si adamo, o se di diabolik, comunque EVA è un bel nome.
l’impresa mi pare sia la stessa, solo che a cerro è stato subappaltoto a questa impresa che poi a fatto quella di bottanuco, lavorando, prima a livello interno poi come lavori di costruzioni. (PER INTERNO INDENDO NEL PALAZZO) e mi pare che la stessa impresa stia facendo i lavori a calusco dopo il ponte della ferrovia fino alla rotonda,
sempre per eva, il mio è solo un punto di vista, guardiamo capriate san gervasio crespi 7000 anime le scuole elementari sono 2 una san gervasio, l’altra a capriate distanti 500 metri crespi chiusa, scuola media 1 sola, per il pese e frazioni,
con questo xkè se domani i cittadini di cerro avanzerebbero rischiesta per la media, mi sa che con scambio di voti si possa fare, e cosi altro spreco di soldi ?
si sa che piu costruzioni piccole e mal funzionanti costano di piu, che un vero centro scolastico puro, dove asilo, elementeri e medie condividono lo stesso spazio ricreativo, la stessa mensa, in mensa quasi tutti i bambini si imitano e mangiano tutto, magari a casa no, e poi e poi e poi.
io non so quanti posti ci siano in mensa a cerro e a bottanuco, ma se dovrebbe viaggiare a pieno regime a posti a sufficienza, e fra 5 anni?

25 07 2007
osti

che discussioni inutili…provare a lavorare un pò no è?

25 07 2007
andrea

come stai facendo tu?

26 07 2007
Eva

pippo, non è detto che le costruzioni piccole debbano essere per forza malfunzionanti, quando la gente lavora bene tutto puo’ funzionare……ma a parte questo, è certo che si doveva partire dalla situazione esistente: a bottanuco ci sono tre scuole. Come avresti reagito alla notizia che si butta giu’ tutto per rifare da un’altra parte un unico mega centro scolastico?
Certo che sarebbe proprio un peccato se a pieno regime le mense si rivelassero troppo piccole…!!! Vorrei un imperdonabile errore di mancanza di lungimiranza, ma per dire questo bisognerebbe avrere tutte le informazioni di cui io non dispongo, per cui mi astengo.
Non ho ancora capito se nella mensa grande c’è una cucina in grado di funzionare o no….

26 07 2007
manzonipi

x andrea: “… sennò sarebbero tutti cretini quelli che fanno la cucina interna visto che è più conveniente il catering esterno”. Ti rendi conto che per deduzione i cretini sarebbero quelli che scelgono allora il catering esterno. Sta qui, in sostanza, il limite (detto in modo estremamente bonario e cordiale) di alcuni vostri interventi o prese di posizione, un certo assolutismo tendente a semplificare scelte ed interventi, assegnando buono o (quasi sempre) cattivo, bianco o nero, quando il più delle volte gli elementi da valutare (pro e contro) sono diversi e spesso non spostano l’ago della bilancia decisamente da una parte o dall’altra.
Per quanto riguarda i nidi poi tu trai delle conclusioni basandoti sulle rette, mentre io parlavo dei costi. In altri nidi per esempio una parte dei costi rimane in carico al comune e quindi la retta non corrisponde direttamente al costo del nido.

26 07 2007
Ivan-redazione

Ciao Eva,
la nuova mensa di Bottanuco, così come quella di Cerro, non è dotata delle attrezzature per cucinare. Gli 8.110 euro di arredamento per la zona cucina e del personale si riferiscono ad armadi, tavoli, lavandini e altro.
Ivan

26 07 2007
andrea

manzonipi: è fuori discussione che la mensa senza cucina interna permette al comune di risparmiare nell’immediato. ma la cucina interna nel tempo ti ripaga dell’investimento iniziale. e a guadagnarci sono le famiglie che pagano meno per il pasto. eva: secondo me è il contrario, a pieno regime le mense si riveleranno troppo grandi. voglio vedere quante casalinghe lasciano i figli 5 giorni la settimana in mensa. lo faranno, giustamente, solo le lavoratrici che a pranzo non tornano a casa o tornano in orari diversi dai figli. queste sono una assoluta minoranza tra le donne di bottanuco. per dire, un’operaia che ha la pausa pranzo di un’ora/un’ora e mezza non è detto che lasci il figlio in mensa spendendo 4 euro al giorno.

26 07 2007
SUPERSIMO

SOTTOSCRIVO MIK: VOGLIAMO LA MENSA ANCHE ALLE MEDIE!! 😀

26 07 2007
Glitter

E poi? Facciamo la mensa anche agli oratori, alla discarica, alle cave e al palazzetto dello sport. Non si sa mai che qualche mamma ci voglia scaricare il figlio per la merenda

26 07 2007
prodiano

Ho raccolto in paese voci in merito al Consiglio Comunale di questa sera.
Questions “THE GIGANT”.
Non manchiamo gente.

27 07 2007
Wynona

Io sono contraria alle mense comunali e al nido comunale. E vi spiego il perchè. Le tasse, secondo la costituzione, servono a ridistribuire la ricchezza, mettendo a disposizione di ogni cittadino, anche il più povero, una serie di servizi indispensabili. Il punto è che il servizio mensa e il servizio nido servono alle mamme che lavorano, quindi che hanno uno stipendio e quindi i soldi per potersi pagare da sè un servizio. Mi spiegate perché io, e con me tutta la comunità, debba pagare un asilo nido per un’avvocatessa che guadagna 10.000 euro al mese? Non mi dite che il nido serve anche alle operaie da 800 euro mensili, perchè come sapete la retta è di oltre 500 euro, quindi il servizio non è affatto pensato per loro. Idem per la mensa. Capisco che la comunità debba mettere a disposizione una scuola, una biblioteca, un asilo, e che debba pagare anche una persona che non ha figli e che in biblioteca non ci mette mai piedi. Però la logica della tassazione è arrivare là dove il cittadino non può arrivare. Ecco perché dico viva i nidi e le mense private. Oltretutto, vedendo che le rette dei nidi privati sono uguali o addirittura inferiori a quelle dei comunali, viva doppiamente i privati. E’ un servizio che è bene che lo paghi chi lo utilizza.

27 07 2007
Pippo Baudo

E se un povero non può permettersi un servizio privato a pagamento cosa dovrebbe fare? Lasciare il figlio a casa a mangiarsi pizza & coca cola davanti alla televisione da solo?

Una comunità è tale quando offre a tutti gli stessi servizi e le stesse opportunità.

Sono fiero di pagare le tasse per permettere ai ragazzi del mio paese di studiare, mangiare e un giorno lavorare.

E stai certa che un’avvocatessa che guadagna 10.000 euro al mese la figlia la manda già alla scuola privata, oppure ha una baby sitter.

27 07 2007
Wynona

Cosa vuol dire “servizio privato a pagamento”? Perchè, quello comunale è gratis? I nidi privati di suisio e san gervasio sono più convenienti del comunale di bottanuco (lo so per esperienza personale) e quello di san gervasio è decisamente più bello, verde e accogliente. Un povero, come dici tu, non può permettersi neanche certi servizi comunali, vedi retta del nido da 500 euro al mese. se il comune vuole fare davvero la differenza con i privati poteva fare la mensa con la cucina interna, in quel caso sì che i costi dei pasti sarebbero stati più bassi. Invece, facendo sempre questi servizi a metà, finisce per essere più costoso dei privati e per di più, danno e beffa, fa ricadere su tutti i cittadini le spese della struttura, cioè miliardi di lire.

27 07 2007
willer

Proposta alla Giunta per la prossima campagna amministrativa:
la mensa al cimitero (già che ci siamo, mensa più mensa meno)!

28 07 2007
Eva

scusa winona, ma in pratica cosa fanno qui le operaie che guadagnano 800 euro al mese se non hanno a disposizione nonni gratis? lasciano il lavoro o non fanno figli?

Nella mia ignoranza pensavo che un nido statale dovesse essere gratuito o quasi per tutti, ricchi e poveri, cosi’ come lo sono le scuole statali.
Se l’avvocatessa che guadagna 10000 euro e l’operaia che ne guadagna 800 contribuiscono in misura identica in proporzione al proprio reddito pagando le giuste tasse…beh dovrebbero aver diritto ad un identico servizio pubblico.

Mi sa che invece il problema sarebbero quelli che hanno i nonni gratis, che mal vedrebbero l’uso di risorse in settori di cui non hanno bisogno.

Comunque, in una società civile non ci si dovebbe fare un po’ carico dei problemi del prossimo anche se non ci toccano personalmente?

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