Caro Cipì quanto mi costi

13 05 2007

L’ingressoBacheche comunali, negozi, Comune, sono tappezzati di manifesti in cui si dice «Lunedì 14 maggio aprirà l’asilo nido Cipì». In realtà, il nido comunale non apre perché gli iscritti sono troppo pochi, e quindi la partenza sembra destinata a settembre. I locali sono comunque pronti: 90 metri quadri di un ex negozio di abbigliamento, affittati dal Comune per 6.000 euro l’anno, ristrutturati per 30.000 euro e arredati per 15.000 euro. Possono contenere al massimo 13 bambini contemporaneamente, di età compresa tra i 6 mesi e i 3 anni, e la gestione è affidata alla cooperativa «Progetto Vita» di Sondrio, che ha vinto la gara Il teatrino-passaggio all’ingressod’appalto comunale. Il regolamento del nido è stato approvato nel Consiglio Comunale del 14 aprile, grazie ai voti decisivi delle due minoranze (la maggioranza contava 4 assenti e quindi non era autosufficiente). La voce più interessante del nido è ovviamente quella delle rette: 440 euro mensili per il tempo pieno (dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 17), 308 euro per il part time (indipendentemente dalle ore), 88 euro per la frequenza al sabato dalle 9 alle 13, 4,40 euro per ogni ora extra, 44 euro di iscrizione. Il nostro nido non ha una mensa, ma si avvale di un Il saloneservizio catering esterno. Il costo dei pasti è quindi escluso dalle rette, e si tratta indicativamente di 4 euro al giorno. Per valutare queste tariffe abbiamo svolto una «mini-inchiesta», confrontandole con quelle dei nidi dei nostri vicini di casa, Capriate e Suisio, entrambi privati e con la cucina interna. Al «Ciribà» di Capriate, 8 ore e mezza al giorno (7,30-16) dal lunedì al venerdì costano 390 euro, pasti inclusi. A Bottanuco, con i pasti si arriva a 520 euro, 130 euro di più al mese, anche se sono 9 ore al giorno ovvero mezz’ora in più. A Capriate esiste anche il full time prolungato, 10 ore e mezza al giorno, dalle 7,30 alle 18, che costa 440 euro, 80 euro di meno delle 9 ore a Bottanuco. Clicca di seguito per continuare l’articolo->Ai «Girasoli di Emily» di Suisio, 7 ore dal lunedì al La stanza riposo (a terra vedete uno dei lettini)venerdì costano 480 euro, mentre 11 ore sempre dal lunedì al venerdì ammontano a 540 euro tutto incluso, 20 euro in più di Bottanuco ma con 2 ore in più al giorno A Suisio, però, non sono compresi i pannolini (le insegnanti dicono che i genitori preferiscono lasciare i propri) mentre a Bottanuco sono inclusi. Per quanto riguarda la distinzione residenti/non residenti, le rette di Suisio valgono per chiunque. Invece, Capriate aggiunge ai non residenti la quota mensile di 15 euro, mentre Bottanuco maggiora il full time di 44 euro mensili e il part time di La zona pasti (oltre al lavandino ci sarà un microonde)26,40 euro. La struttura di Suisio ha la stessa capienza di quella di Bottanuco, mentre a Capriate si può arrivare fino a 19 bambini. Quali sono le rette nei nidi comunali? Secondo l’indagine 2006/2007 di Cittadinanzattiva, in Lombardia la media di un full time tutto compreso è di 394 euro mensili. A Bottanuco costa 126 euro di più, anche se bisogna ricordare che il nostro nido non è al 100% comunale, perché le insegnanti vengono assunte dalla cooperativa e non dal Comune, nonostante tutto il resto sia a carico delle spese comunali. Altro argomento scottante è quello delle malattie, di cui si è discusso durante il Consiglio comunale. L’Asl fornisce delle linee guida ai nidi, tra cui quelle sull’allontanamento Il bagnoper malattia. A tal proposito prevede che le educatrici debbano far tornare a casa il bambino in caso di: congiuntivite rosse con secrezione, diarrea (3 o più scariche per 3 ore consecutive), febbre uguale o superiore a 38,5°(se rettale considerare 39°) ecc. Nel regolamento di «Cipì» sono state trascritte queste linee guida, il che ha fatto sorgere delle osservazioni nelle minoranze comunali: «Una mamma indaffarata con il lavoro può imporre al nido di tenere il figlio con 38 di febbre, e le insegnanti non possono opporsi perché per regolamento deve essere ammesso. E gli altri bambini sani? Devono accettare il contagio? Il nido non deve essere un luogo salubre?». La maggioranza ha ribattuto che si tratta di regole imposte dall’Asl, quindi vanno attuate per forza di cosa. In realtà si tratta di linee guida, di indirizzi indicativi, tanto è vero che nè il nido di Suisio nè quello di Capriate le hanno trascritte nel loro regolamento. A Capriate, in caso di malattia i bambini vengono allontanati a discrezione delle insegnanti. Il regolamento di Suisio, invece, prevede che «nel caso il bambino manifesti sintomi di malessere “importante” i genitori sono tenuti a ritirarlo al più presto». (nelle foto, il nido «Cipì»: cliccate per ingrandirle)

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46 responses

14 05 2007
Pippo Baudo

Allora.
Direi che forse è il caso di paragonare due servizi della stessa tipologia. Ovvero. Per vostra stessa affermazione il nido di Bottanuco “non è interamente gestito dal comune” mentre gli altri si, e questo spiegherebbe già costi superiori a quelli degli altri nidi. Semmai bisognerebbe sapere perchè il comune ha scelto questa via piuttosto che quella della completa gestione interna.

Altro discorso è quello delle regole. Onestamente preferisco che alla discrezionalità di un’ “insegnante” ci siano piuttosto delle regole ferree da far rispettare, alle famiglie, ai bambini e al nido stesso. Che sia 38° o 38,5° cambia poco, sta all’intelligenza di un familiare capire se può lasciare un bambino di qualche anno a scuola in queste condizioni. E sarebbe un pazzo se lo facesse…

14 05 2007
Ivan-redazione

Ciao Pippo,
i nidi di Capriate e Suisio sono privati, non comunali. E’ scritto anche nel testo (“entrambi privati e con la cucina interna”). Quindi, nel confronto tra il nostro (che rientra a tutti gli effetti nella categoria “comunali) e il loro, Cipì dovrebbe risultare favorito quanto a convenienza delle rette per l’utente.
Ciao, Ivan

14 05 2007
Pippo Baudo

Son ancora ubriaco dal week end sorry.

Resta il fatto che son due tipologie di contratti differenti, per cui non paragonabili, e non sempre il servizio pubblico riesce ad essere finanziariamente migliore di quello privato, anzi.

Avevate anche indicato con che prezzi e servizi aveva vinto questo appalto la società “Progetto Vita” oppure no? Per riuscire a capire da dove nascono costi elevati credo si debba partire da quello.

Ciao!

14 05 2007
Ivan-redazione

I prezzi con cui ha vinto la gara d’appalto sono quelli indicati nel testo. Anche i servizi sono quelli (gli orari di apertura, le ore extra, l’apertura al sabato,…). A suo tempo avevamo parlato delle rette a base d’asta stabilite dal Comune: 500 euro per il tempo pieno, e la «Progetto Vita» ha vinto con un ribasso di 60 euro. Il paragone con quelli di Capriate e Suisio ci sembra lecito, perché sono quelli che i nostri concittadini utilizzano principalmente come metro di misura. Di fatto all’utente poco importa se è pubblico, privato, semipubblico: guarda l’ambiente, il servizio e (visti i tempi) soprattutto la retta. Ciao!

14 05 2007
Mauri

x pippo baudo
hai ragiione sul fatto che i servizi pubblici non sempre sono all’altezza di quelli privati, basta pensare agli ospedali. ma per definizione i servizi pubblici sono più convenienti, altrimenti non hanno senso e sono una intromissione inutile e dannosa nel mercato. per questo non è entusiasmate il fatto che il nostro nido sia molto più caro di quello privato di capriate. a questo punto era meglio lasciarlo fare tutto ai privati, così il comune non spendeva 45000 euro per sistemarlo e in più l’affitto, spese che ricadono su tutti i cittadini, di cui il 99% non usa il nido. se dobbiamo spendere tutti per un nido con le rette pure salate non vedo chi ci guadagni da questa operazione. forse il comune a livello di immagine

14 05 2007
mara

ma non ci sono incentivi per le famiglie con un reddito basso?
immagino un’operaia che gaudagna 900 euro al mese e deve lasciarne 500 al nido.. le conviene restare a casa dal lavoro. ci perde 400 euro ma almeno il figlio lo cresce lei.

14 05 2007
Anonimo

Beh Mara…i bambini si mandano al nido affinchè la madre riesca a mantenere il posto di lavoro…
Quando il bimbo ha 3 anni non va più al nido, e intanto la mamma si è conservata il lavoro…

15 05 2007
Pippo Baudo

Io resto dell’idea che prima sia necessario capire come mai i costi siano così alti, e per questo motivo credo sia necessario che il comune faccia chiarezza sulle tariffe. 520 euro (perchè difficilmente un genitore può permettersi di recuperare il figlio a metà giornata) sono una cifra pazzesca, da famiglia con uno stipendio di 1500 euro a genitore… il comune deve spiegare perchè ci sia una così netta differenza ad esempio con l’ottimo servizio che offrono a Capriate.

@Anonimo: un figlio costa circa 250.000 euro, dal momento in cui nasce la vita nel grembo della madre fino ai 18 anni. Cosa credi che succeda dopo il terzo anno? Che il bambino vada a lavorare? I costi della scuola (libri, rette, zaini ecc. ecc.) sono anche superiori a quelli di un nido.

15 05 2007
Alessandro

La mensa permette di contenere i costi. A Bottanuco non c’è e il servizio catering si fa pagare… Io mi chiedo: ma se il nostro asilo fosse stato del tutto privato, la retta sarebbe stata di 800 euro? I gestori avrebbero pur dovuto recuperare le spese per l’affitto, la ristrutturazione e l’arredamento. Mah.

15 05 2007
eva

Pippo, è vero che dopo i tre anni i bimbi non li mandi a lavorare, ma togli il nido, togli i pannolini (fai caso al super mercato quanto costano), gli omogenizzati ……beh se proprio non ti lasci convicere di avere tutte quelle necessità dalla televisione e non scegli per tuo figlio una super scuola privata, magari gestita dai frati…te la puoi cavare meglio, giuro.

Secondo me il costo maggiore dell’asilo nido di bottanuco è dato dal fatto che la mensa sia esterna.
Non mi piace cmq la sua ubicazione, senza giardino. Trovo che sia soffocante.
Sarebbe stato carino invece inserito nella scuola materna.

15 05 2007
andrea

come si può pensare di inaugurare un nido a maggio? chi volete che si iscriva adesso? il comune è fuori come un balcone. sono d’accordo con eva: il nido sarà anche carino dentro (è tutto nuovo, ci mancherebbe) ma fuori non è il massimo. è pur sempre un negozio di abbigliamento con parcheggio. senza contare che quell’edificio non ha nessuna possibilità di ampliarsi. siamo cinquemila abitanti, in continua crescita, tra un paio d’anni le iscrizioni saranno già strozzate. cosa si farà? costruiremo un altro nido a spese di tutta la cittadinanza?

15 05 2007
Anonimo

@ Andrea
Che avresti proposto in alternatina di costruirne uno nuovo subito? spendendo subito i soldi.
Oppure non fare nulla, e chi fa figli “il nostro futuro” si arrangi??
Perchè pensi che tra 2/3 anni non sarà sufficente?
Magari non si riuscira neanche a riempire i posti ” dato i costi”.

15 05 2007
eva

anonimo, sicuramente la scelta dell’ubicazione sarà stata attentamente ponderata e forse non c’erano proprio alternative…non ho elementi per dirlo…pero’, sai non siamo proprio in Milano centro, anche io mi sarei aspettata un posto come minimo con un giardino…qualcuno mi sa dire perché non è stato possibile semplicemente integrare la materna con un nido?

E comunque non è del tutto infondato il timore che fra pochi anni l’offerta potrebbe essere già insufficiente…

16 05 2007
Pippo Baudo

Perfettamente d’accordo con le critiche sull’ubicazione, l’assenza di un posto dove poter tenere i bambini all’aria aperta è davvero discutibile. Esistono possibilità di demolire il parcheggio e costruire un piccolo giardino oppure no?

Ci sono già molte famiglie che utilizzano nidi di paesi limitrofi, per cui era lecito sperare in un ambiente migliore e più grande, anche in previsione futura. Come già detto allora, le aule del Carpe Diem sarebbero state perfette, soprattutto per tutta l’area verde già esistente davanti (e dietro) la biblioteca.

(A chiunque scriva, inventi pure un nome di fantasia, almeno evitiamo di chiamarli tutti “anonimo”)

16 05 2007
andrea

X l’anonimo sopra.
in futuro ci sarà sicuramente la necessità di allargarlo, a meno che arrivi un privato e decida di aprire un secondo nido. per quanto riguarda i posti, dici che magari ci sarebbe stata la difficoltà a riempirlo. ma se le rette del nido sono concorrenziali con quelle degli altri paesi, una volta data la precedenza ai nostri sarebbe stato riempito (temporaneamente, in attesa del nostro aumento demografico) con quelli dei paesi limitrofi. certo è che se le rette sono alte, in più mettiamo una soglia di sbarramento enorme ovvero 45 euro al mese in più per i non residenti (si arriva a 565 euro al mese!) logico che quelli degli altri paesi ci fanno ciao ciao.

16 05 2007
MARKO

NON C’ENTRA NIENTE CON I NIDI MA SONO PASSATO DAL COMUNE E HO LETTO UNA SCRITTA DIVERTENTE SUL VIDEO: PLACE VOLLEY (O QUALCOSA DEL GENERE) IN PIAZZA, ISCRIZIONI PRESSO AMOS E U.T.C.
IN UN COMUNE DI 5100 ABITANTI, CHI E’ AMOS???
E VISTO CHE L’AVVISO E’ RIVOLTO AGLI ADOLESCENTI, QUANTI DI LORO SANNO COS’E’ L’U.T.C.??
AIUTO!!!! 🙂

16 05 2007
Anonimo

HAI PRORIO RAGIONE MARKO … PROPONIAMO AL COMUNE DI INSTALLARE IN PANNELLO LUMINOSO DI 50 mq COSI POSSONO PUBBLICARE ANCHE I TEMI NON SOLO GLI SPUNTI DELLE NOTIZIE …
CMQ SE NOTI HO VISTO UN VOLANTINO COMPLETO NEI NEGOZI E NELLE BACHECHE …
NON E’ CHE HAI PAURA DI METTERTI IN GIOCO …

16 05 2007
MARKO

AH AHA AH 😀
VISTO CHE NON SONO CAPACI DI FARE GLI AVVISI UN PANNELLO DI 50 METRI GLI TORNEREBBE COMODO.
NON CI VUOLE UN GENIO PER CAPIRE CHE AL POSTO DI AMOS E U.T.C. SI POTEVA METTERE UN NUMERO DI CELLULARE E SCRIVERE UFFICIO TECNICO. MI RISULTA CHE L’ULTIMA RIGA SIA SCORREVOLE QUINDI QUALCHE CARATTERE IN PIU SI PUO METTERE…
ALLORA LA PROSSIMA VOLTA POSSONO SCRIVERE I.P.A.O.U.T.C., TANTO NEI NEGOZI CI SONO I VOLANTINI PER CHI NON CAPISCE…
LA TUA ULTIMA FRASE NON LA CAPISCO…

16 05 2007
eva

anonimo, perdonami ma……..e basta con sti toni e sta storia di mettersi in gioco! Era solo una domanda, magari ironica, ma niente di piu! Non facevi prima a spiegare cosè’ l’U.T.C e basta?
Neanche io lo so! E ti diro’ la verità, se non saprei a chi altro chiedere se non qui, non ho trovato altri siti sul paese in cui si dialoga!

16 05 2007
eva

ops, non avevo visto la replica di marko…allora volete proprio farvi la guerra….taccio e mi ritiro.

16 05 2007
andrea

presumo che utc stia per ufficio tecnico comunale. in effetti non è una sigla molto usata, un adolescente non ci arriverebbe mai. anche secondo me scrivere “iscrizioni da amos” non ha senso. a questo punto tagliate la testa al toro e scrivete: informazioni in comune.

16 05 2007
Anonimo

Non potete non sapere chi è Amos…
He’s an international man…

16 05 2007
IL CAPITANO

Tutti gli adolescenti…o quasi conoscono amos o l’altra gente dell’ufficio tecnico…e cmq non penso che in un tabellone luminoso come qll si possano scrivere molti più caratteri…se uno è interessato si informa…magari in comune…. e cmq basta passare fuori da qlc negozio e trovi il volantino…è inutile fare critica al comune per qst cose futili….non andiamo da nessuna parte se si critica anche una scritta su un tabellone luminoso…

16 05 2007
Sandro F.

Sono nuovo di questo sito, l’ho scoperto in Google
Sull’asilo nido vorrei chiedere come mai non è stata presa in considerazione la possibilità di farlo in uno più locali dle nuovo oratorio, affitati tanto quanto l’addasport. almeno l’affitto anzichè darlo a un privato lo si dava alla parrocchia e la comunità poteva sfruttare meglio le decine di locali del nuovo oratorio. Lì sì che c’era il giardino

17 05 2007
Mauri

sicuramente come zona non era male, però resta il fatto che è in territorio parrocchiale. e torniamo sull’argomento della separazione delle due sfere, comunale e parrocchiale.

17 05 2007
alessandro

Non è che parrocchie e comuni devo stare assolutamente separati. Se ne vale la pena cooperare ben venga.
Il nido nel lato sud dell’oratorio non sarebbe stato male. Ma non credo che la parrocchia avrebbe accettato se non in cambio di un finanziamentone.

17 05 2007
Anonimo

masas…

18 05 2007
augusto

Era ora facessimo pagare sti cittadini:
straboccano di risparmi e si lamentano ad ogni richiesta di partecipazione.
Cosa devo? Mantenervi?

18 05 2007
Appoggio

E bravo @Augusto uno schietto e sincero

18 05 2007
andrea

non ho capito bene il ragionamento di augusto. ma se è come dico io, sono d’accordo. non capisco perchè debbano ricadere su tutta la comunità le spese di un nido che serve a 10 famiglie. 1900 famiglie pagano e non lo useranno mai. allora è meglio lasciar spazio ai nidi privati, che magari costano pure meno ai consumatori visto il paragone con suisio e capriate.

18 05 2007
Civetta

spero che tu “Andrea” del messaggio
andrea Says: Maggio 18th, 2007 at 11:37 am
NON sia lo stesso dei messaggi
1) andrea Says: Maggio 15th, 2007 at 2:17 pm
2) andrea Says: Maggio 16th, 2007 at 8:26 am
altrimenti hai una bella coerenza “si a come una bandierina”.

18 05 2007
andrea

io sostengo che sia meglio un nido privato, in modo che paghi chi lo utilizza, e non che le spede ricadano su tutta la cittadinanza. a bottanuco si è voluto fare un mini asilo nido solo per una questione di immagine, perchè era una promessa elettorale di questa amministrazione e andava mantenuta a tutti i costi. se invece lo si faceva puntando veramente alle esigenze della gente, ci si rende conto che è assurdo farlo in un negozio di abbigliamento che non ha possibilità di ampliarsi. questo costringerà il comune, tra qualche anno, a spostarlo in altri locali più capienti, facendo ricadere per la seconda volta le spese sulla cittadinanza.

18 05 2007
Civetta

@andrea Says: Maggio 18th, 2007 at 6:36 pm
>”
Bene Andrea ho capito che sei lo stesso– SOLO ora ho capito la tua posizione.. (non so gli altri se l’avevano capita)
Ma non capisco perchè nelle risposte
1) andrea Says: Maggio 15th, 2007 at 2:17 pm
2) andrea Says: Maggio 16th, 2007 at 8:26 am
ti lamenti della retta alta, e sembra che accusi il comune perchè ha fatto poco cioè un’asilo piccolo.
Mentre ora scopro che secondo tè il comune non deve mettere soldi ( per affitto o integrazione).
Incamerato Grazie.

18 05 2007
Daniela

ASILO NIDO, MA QUANTO MI COSTI!!!!!!!!
IL COMUNE DOPO AVERMI SUCCHIATO IL SANGUE, HA ANCHE DECISO DI DISOSSARMI.

18 05 2007
andrea

mi lamento che abbia fatto un nido piccolo perchè tra qualche anno dovrà rifarlo più grande, se vuole continuare a offrire un servizio comunale che raggiunga tutte le famiglie. e siccome dovrà rifafrlo, i soldi spesi finora (45000 euro più l’affitto anno per anno) sono soldi buttati al vento. ovviamente soldi di tutta la comunità.
il fatto che la retta sia alta è la beffa delle beffe. tutti noi spendiamo soldi per costruirlo e per mantenerlo (6000 euro l’anno) e le famiglie che lo usano devono pure pagare una retta salata.

20 05 2007
Civetta

@ Andrea — Pensavo di aver capito la tua posizione,” ma ” o non sei chiaro oppure “sicuramente” io sono tonto
** Tu sei perché il Comune dia aiuti (in modo diretto o indiretto) tipo questo dell’asilo nido o nessun aito, se vuoi una risposta semplice SI (per aiutare) – NO (per si arrangino).
** Secondo il mio parere non vedo uno spreco di soldi, ma un spesa moderata (senza sprechi), per verificare l’esigenza e l’utilizzo da parte della gente, il Comune può aver dato il via in attesa di privati o parrocchie.
**Secondo mé può essere il luogo, ma penso che essendo in centro con ampio parcheggio (piazza del mercato vicino) va bene alla maggioranza gente, il giardino penso che serva molto di più alla scuola materna dove i bambini hanno bisogno di spazio per giocare e correre, per l’asilo nido vedo meglio un ambiente pulito e respirabile, come è visto che nella stessa zona della materna.

20 05 2007
andrea

io sarei per il nido privato per i motivi che ho detto (è giusto che paghi il servizio solo chi lo utilizza).
se però il comune decide di offrire un servizio comunale, che almeno lo faccia come si deve. non che imponga ai cittadini rette salate, un locale esternamente poco attraente, e spese doppie per tutti se tra qualche anno gli toccherà rifarlo (non è detto che i privati, tantomeno le parrocchie, tra qualche anno decidano di accorrere in aiuto facendone un altro).
non sono d’accordo quando dici che ne hanno fatto uno piccolo per verificare le esigenze dei cittadini. per verificare le esigenze non si spendono 45 euro più affitto e poi vediamo chi si iscrive. si poteva fare un’inchiesta prima, calcolando la media delle nascite a bottanuco e la media degli iscritti per numero di famiglie nell’isola o nella provincia di bergamo. se lo hanno fatto e se gli è risultato che un nido così sarò sufficiente a bottanuco per i prossimi vent’anni, bene, staremo a vedere.

21 05 2007
eva

guarda andrea che l’inchiesta è stata fatta! Ne ho sentito parlare piu’ di un anno fa e prevedeva l’apertura a gennaio 2007, che poi non c’è piu’ stata. Sicuramente l’amministrazione si è basata sui dati raccolti nel calcolare i 13 bambini, anche se si sa i bimbi arrivano e crescono velocemente piu’ di tanto previsioni non si possono fare, salvo avere la sfera di cristallo.

L’unica cosa che posso azzardare a prevedere è che un posto carino che col tempo dimostra di funzionare BENE sicuramente raccoglie adesioni, col tempo pero’. Questo dipenderà molto dalla competenza del personale che ne avrà la gestione.
Mi auguro che verranno effettuati controlli in tal senso.

Civetta non è vero che il giardino serve solo alla materna, pensa ai bambini che fanno tempo prolungato che non mettono il becco fuori per nove ore al giorno, bambini da 6 (o nove=) mesi ai tre anni!!
Ma anche solo il fatto di affacciarsi su un prato – affacciarsi su un parcheggio ti assicuro fa la differenza!!

21 05 2007
Pippo Baudo

A Civetta ma che stai addì??

Meglio soldi spesi per gli asili nido che per le telecamere e i dissuasori del traffico!!

21 05 2007
Civetta

Oooobbb”BAUDO” riportami dove ò detto ciò che dici

21 05 2007
Civetta

@ Pippo Baudo scusa la risposta troppo sintetica.
Io no dico e non dirò mai che i soldi spesi per un asilo nido sono sprecati, ricordiamoci she i ragazzi sono il mio/nostro futuro.

Ieri ( 30 e + anni orsono, per le minor esigenze, o…) era sufficente un lavoratore nella famiglia e i figli crescevano in casa.
Oggi per tanti devono lavorare entrambi e il figlio viene visto (anche se desiderato) come una difficoltà, e se non diamo come società un aito, non avremo più un futuro (sono un pò drastico).
Ho solo cercato di capire la posizione di Andrea che non mi era chiarà.

21 05 2007
andrea

anch’io sono d’accordo con il “Meglio soldi spesi per gli asili nido che per le telecamere e i dissuasori del traffico” di pippo baudo. purchè siano soldi spesi bene, in progetti ragionati, non contentini da programmino elettorale.
sono d’accordissimo con eva sulla questione del giardino. certo, non è che i bambini crepano se non c’è il verde, ma è sempre un elemento che i genitori valutano e che torna a svantaggio del nostro nido. immaginate un bambino di due anni e mezzo a giugno e luglio chiuso in quel cementificio, affacciato sulla strada più trafficata di bottanuco. poi pensate se non è un bel vantaggio per quelli di capriate che hanno un bel giardino davanti.

22 05 2007
Anonimo

che nome del kaiser “Cipì”

30 05 2007
sae

cghjlò

13 01 2008
Il nido (per ora) è un flop « IL GAZZETTINO di Bottanuco e Cerro

[…] a regime». C’è da dire che il Nido di Bottanuco ha due punti deboli, come evidenziato nella notizia e nei relativi commenti di maggio: rette non proprio competitive e posizione altamente cementificata, senza un filo d’erba (le […]

26 07 2013
http://ncdhr.org.in

If you are tired of all the trendy toys out there, this is a classic you can’t go wrong with. Almost everyone can probably recall playing with them as a child, putting together figures and taking them apart without any regard for what they were doing. The LEGO Minotaurus comes with a rule booklet, instruction manual to build the board, one building LEGO dice, one building board, 12 LEGO micro figures and 224 LEGO pieces.

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