A maggio l’oratorio da due milioni

28 10 2006

Volgono al termine i lavori di ristrutturazione e ampliamento dell’oratorio di Bottanuco. Si iniziano infatti a posare i pavimenti e a tinteggiare le facciate (a lato, quella principale) cosicché a maggio, probabilmente in concomitanza con la festa di San Vittore, l’oratorio potrà essere inaugurato nella sua completezza. Il costo totale si aggira attorno ai 2 milioni di euro ed è sostenuto interamente dalla parrocchia, senza alcun contributo comunale. Un milione e 250 mila euro sono stati raccolti nel corso degli ultimi 7 anni, mentre quest’anno le offerte hanno già raggiunto circa 150mila euro . La cifra restante è stata coperta contraendo un mutuo bancario di 10 anni. Per contribuire all’arredamento è possibile donare i mobili di una sala (tavoli e sedie, il cui costo varia dai 350 ai 500 euro) o una poltrona del teatro (130 euro). Si è parlato anche di «ampliamento» dell’oratorio perché all’edificio originario sono stati aggiunti diversi corpi, ovvero le trombe delle scale, il corridoio di passaggio, la copertura dell’ingresso alla sala teatro, le torri di sostegno in cui sono alloggiati i ripostigli, i servizi, il porticato, il magazzino, la rampa per i disabili ed è stata alzata una parte della facciata principale (se non l’avete già fatto, sfogliate la fotogallery nella colonna di destra). Poiché molti cittadini, anche attraverso i commenti lasciati su questo sito, hanno espresso perplessità di fronte a questa spesa ingente, il parroco precisa che era davvero necessario intervenire, o vendendo l’immobile o ristrutturandolo, e che non è venuto meno l’impegno della comunità per le opere di solidarietà. Tra queste ricorda il rifacimento della casa accoglienza in Bolivia, il pozzo in Guinea Bissau, l’ambulatorio in Eritrea, la raccolta di generi vari per le comunità in provincia e gli aiuti per la missione di Padre Severino e di Suor Agostina. Il parroco, infine, osserva che per scrivere o parlare in modo saggio dei lavori dell’oratorio occorre essere minimamente addentro o correttamente informati. Detto questo, i commenti a questa notizia sono come sempre liberi e aperti a tutti. (Fonte: «Costruire» n.4 XVII anno)

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One response

23 04 2007
I 28 commenti lasciati sul vecchio sito

Io non frequento questa parrocchia e secondo il ragionamento del parroco dovrei farmi gli affari miei. Però permettetemi di dire una cosa. Quando si parla di solidarietà, il valore di un’offerta non è contenuto nella cifra in sè, ma si calcola in base a quanto uno può dare. Il 100 euro dato da un ricco e dato un povero contiene uno spirito caritativo ben diverso. Quindi, costruire un pozzo in Guinea, un ambulatorio in Eritrea ecc quando si hanno i soldi per costruire dieci pozzi, dieci ambulatori, ha un valore solidale davvero spicciolo. Non dico certo che l’oratorio doveva marcire, ma ristrutturarlo e ampliarlo con 4 miliardi è sicuramente la via più egoistica. Dire che sono stati i fedeli a dare i soldi specificamente per la ristrutturazione non giustifica la spesa. La guida morale ce l’ha la chiesa. Ovvio che se la Chiesa dice che è bene fare un oratorio magnifico i fedeli ne sono strafelici e pagano. Tra i fedeli ci sono tutti i membri dei vari consigli pastorali e parrocchiali. Non si muove foglia che il parroco non voglia, come è giusto che sia. Questo è il mio pensiero della domenica. Non tutti saranno d’accordo, però ognuno ha la propria coscienza. Mauri
utente anonimo

#2 29 Ottobre 2006 – 18:16

Evviva l’oratorio nuovo !!!!!!!
PAOLO
utente anonimo

#3 29 Ottobre 2006 – 18:17

caro mauri, è una contraddizione che dura da decenni: mezzo mondo muore di fame, mezzo mondo soffre di obesità. noi siamo tra gli obesi, non solo a livello fisico. fa comodo a me, a te, ai preti, a tutti, dare qualcosa a chi ha fame ma senza togliere niente dalla nostra bocca. così siamo grassi, ma con la coscienza un po’ più a posto. andrea
utente anonimo

#4 30 Ottobre 2006 – 00:41

NON BISOGNA PENSARE SOLO AGLI ALTRI, MA ANCHE A NOI, AI NOSTRI FIGLI, AI LUOGHI DI RITROVO. LAVORIAMO DA MATTINA A SERA E ABBIAMO DIRITTO AD AVERE UN ORATORIO A CUI NON MANCHI NIENTE
utente anonimo

#5 30 Ottobre 2006 – 09:12

Troppo facile dire “non si muove foglia che il parroco non voglia”. Tutti sanno, anche se e’ scomodo dirlo, che in ogni comunita’ c’e’ una rete di interessi e di potere tale per cui a volte e’ proprio il parroco a doversi piegare, se non vuole essere cacciato, o peggio, continuare a vivere come un prigioniero della comunita’ stessa. E questo lo ricordo non tanto per difendere il parroco, che di difensori d’ufficio certo non ha bisogno, ma per maggiore onesta’ intellettuale.

Troppo facile scandalizzarsi della spesa complessiva. Quattro miliardi “del vecchio conio” oggi non sono certo uno sproposito. Avete mai provato a ristrutturare un appartamento, o ad informarvi sui prezzi di una media villetta a schiera? Quanto vi hanno chiesto?? Qui siamo di fronte ad un’opera imponente che, gusti estetici a parte, restera’ per molti anni a servizio della comunita’. E poi chi l’ha detto che e’ magnifico?

Troppo facile biasimare i fedeli che hanno contribuito (quasi per intero!!) alla spesa. Avreste preferito un intervento dell’Amministrazione Comunale? Per carita’!! Gia’ mi vedo i soliti commenti caustici…

Troppo facile criticare l’opera e poi lamentarsi della mancanza di spazi per i nostri ragazzi.
utente anonimo

#6 30 Ottobre 2006 – 13:33

Rispondo al commento 5. Io non critico la ristrutturazione dell’oratorio. Osservo invece che non si è badato a spese. Nella struttura, nelle rifiniture (un piccolo esempio: mi risulta che alcuni pavimenti saranno in ardesia nera, mica piastrelle di ceramica qualsiasi). Se fossi un ragazzino dell’oratorio sarei al settimo cielo di avere a disposizione dei locali così. Ma secondo me si poteva fare una ristrutturazione più modesta, come ha fatto, ad esempio, l’oratorio di Cerro. Sono scelte. Credevo che l’obiettivo primario della Chiesa fosse la solidarietà verso i più bisognosi. A quanto pare non è proprio così. A proposito di comune. Io avrei avuto un’idea, magari è una stupidata irrealizzabile. Il comune avrebbe potuto comprare diversi locali dell’oratorio, magari quelli che danno sulla piazza, occuparsi della ristrutturazione e farci finalmente un locale comunale per gli spettacoli, l’asilo nido, delle aule a disposizione delle associazioni e così via. Mauri
utente anonimo

#7 30 Ottobre 2006 – 16:08

Puo’ darsi che il pavimento in ardesia nera l’abbia donato qualche generoso piastrellista…

Non mi risulta che l’oratorio di Cerro sia paragonabile – dal punto di vista storico e architettonico – all’edificio dell’oratorio di Bottanuco.

L’idea non mi sembra una stupidata, forse un po’ tardiva…: troppo facile criticare le scelte fatte a lavori conclusi. 😉
utente anonimo

#8 31 Ottobre 2006 – 16:17

Ma allora bisogna accettare passivamente tutte le scelte fatte? Se non si puo’ muovere alcuna critica!
utente anonimo

#9 31 Ottobre 2006 – 20:37

Non usiamo il termine critica che è in sè dispregiativo. Usiamo il termine più appropriato che è opinione. Ovvio che l’oratorio di Cerro non è da paragonare a quello di Bottanuco. Ma ti assicuro che anche nel bar dell’oratorio di Cerro starebbe benissimo dell’ardesia nera! Mauri
utente anonimo

#10 01 Novembre 2006 – 14:29

SCRIVO AL 5. NON FACCIAMO PARAGONI TRA I COSTI DELLA RISTRUTTURAZIONE DI UN APPARTAMENTO E QUELLI DELL’ORATORIO. LA DITTA CHE SE NE STA OCCUPANDO LO STA FACENDO SENZA GUADAGNO, PERCHE E’ DI BOTTANUCO E PERCHE’ SI TRATTA DELL’ORATORIO. TANTO DI CAPPELLO. FOSSE STATA UNA DITTA DI FUORI ALTRO CHE DUE MILIONI DI EURO!!
utente anonimo

#11 02 Novembre 2006 – 09:12

Chi puo’ dimostrare che lo stia facendo senza guadagno?
Nemmeno il cane scodinzola per niente…
utente anonimo

#12 02 Novembre 2006 – 11:56

Chi sta ristrutturando l’oratorio? Sono 30 anni che è la stessa azienda che fa servizi per l’oratorio.. sicuri che sia la più conveniente?

detto questo se son soldi loro congratulazioni per esser riusciti a raggiungere quella cifra.

Mi chiedo se qualcuno sa che il Vaticano è tra gli stati più ricchi al mondo e che il suo patrimonio basterebbe per sfamare tutta l’Africa.

Almeno gli altri sono stati e si occupano del loro popolo, non facendo la carità.
Questi si spacciano per figli di Dio e hanno miliardi di euro in banca con i poveracci che muoiono di fame.

Con 2 milioni di euro si sfamavano quante persone?

utente anonimo

#13 02 Novembre 2006 – 19:23

A ghe ne propia mi de ditte chi laura gratis.
Ie tote stupidade.
Bisogna piantala de conta so i bale!
Giuanì
utente anonimo

#14 02 Novembre 2006 – 19:25

Ciò che conta al mondo non sono i soldi, ma la fede….., la fede nei soldi s’intende.
Maura
utente anonimo

#15 02 Novembre 2006 – 19:27

Bau disse il prete al contadino.
Ernesto
utente anonimo

#16 02 Novembre 2006 – 23:17

ma se una parrocchia di circa 2000 fedeli in 7 anni mette da parte 1,5 milioni di euro, non credete che la chiesa possa pagare all’istante il debito del terzo mondo ovvero 2500 miliardi di euro? oppure, la chiesa non è in grado all’istante di sfamare gli 854 milioni di persone che, secondo la FAO, in questo momento stanno patendo la fame? con che coscienza si può dire “preghiamo per le persone che soffrono la fame” quando la stessa chiesa non insegna ai propri fedeli il valore della rinuncia?
utente anonimo

#17 03 Novembre 2006 – 00:05

è il caso di dirlo: parole sante! fran
utente anonimo

#18 03 Novembre 2006 – 09:32

della Marina ce ne freghiamo… il salvagente non ce l’abbiamo!
utente anonimo

#19 03 Novembre 2006 – 11:45

se dovessimo pensare a tutto l’inutile che c’è nelle nostre case impazziremmo. ormai siamo abituati a vivere la nostra vita così, pensando che gli affamati siano solo un pensiero della domenica. ciao, Mara
utente anonimo

#20 06 Novembre 2006 – 00:57

Allora Gesù, fissatolo, lo amò e gli disse: “Una cosa solo ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi”. Ma egli, rattristatosi per quelle parole, se ne andò afflitto, poiché aveva molti beni.
Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: “Quanto difficilmente coloro che hanno ricchezze entreranno nel regno di Dio!”.
2 milioni di euro sono una ricchezza?
utente anonimo

#21 07 Novembre 2006 – 11:23

2 milioni di euro sono una ricchezza?

vallo a dire a quelli che campano con meno di un dollaro al giorno.

La Chiesa fa schifo. E non confondiamola con Dio e la fede. La Chiesa è la peggiore istituzione che esista sul pianeta terra, il vaticano lo stato più dittatoriale che sia mai esistito.

Pippo Baudo.
utente anonimo

#22 09 Novembre 2006 – 13:19

ho sentito commenti di gente cattolica praticante che fanno rabbrividire… per loro auitare le missioni va benissimo, l’importante è che restino a casa loro… perchè qua non li vogliono… quindi se muoiono di fame va vanno bene , ma se vengono nell’occidente ingordo non va più bene.. meditate
utente anonimo

#23 10 Novembre 2006 – 13:21

STO SIT L’è FAC DE PERSUNE INTELLIGENTI, AS VET!
PER FURTUNA CHEN DIPEND MIA DAL CUMU’, MA GHEN GIRO DI BRAE PERSUNE.
LIGABUE
utente anonimo

#24 12 Novembre 2006 – 16:05

Vi propongo il vangelo di oggi, che conferma il mio commento 1. Leggendolo, qualche parroco si sarà sentito molto preso in causa.

In quel tempo, Gesù diceva alla folla mentre insegnava: “Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e ostentano di fare lunghe preghiere; essi riceveranno una condanna più grave”.
E sedutosi di fronte al tesoro, osservava come la folla gettava monete nel tesoro. E tanti ricchi ne gettavano molte. Ma venuta una povera vedova vi gettò due spiccioli, cioè un quattrino.
Allora, chiamati a sé i discepoli, disse loro: “In verità vi dico: questa vedova ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Poiché tutti hanno dato del loro superfluo, essa invece, nella sua povertà, vi ha messo tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere”.

Il tesoro in cui si parla nel vangelo è l’offertorio del tempio.
Mauri
utente anonimo

#25 12 Novembre 2006 – 20:15

al commento n. 10 fatto il 1 primo novembre, oggi è il 12 novembre E STO ANCORA RIDENDO!!!!!!

scherzavi vero?
utente anonimo

#26 13 Novembre 2006 – 12:13

Perchè non dici perchè non sei d’accordo utente 25?

Ti sembra che con due milioni di euro spesi per un cazzo di oratorio non si potevano sfamare milioni di persone povere?

Ripeto: milioni di persone.
utente anonimo

#27 13 Novembre 2006 – 13:55

scusa, utente 25 non ho capito la tua domanda. Io mi riferivo al commento del n. 10 che diceva che l’impresa è di qui e fa il lavoro senza guadagno…beh l’ho trovata una battuta molto divertente.
Quanto alla fame nel mondo, beh non mi va di fare considerazioni che possono solo essere superficiali luoghi comuni su un argomento del genere, è chiaro che – a parte i diretti interessati – il problema stia a cuore a ben pochi, se no sarebbe già risolto da anni. Dopotutto è piu’ semplice che trovare la cura per il cancro, no?
utente anonimo

#28 04 Dicembre 2006 – 12:49

Tanto per restare in tema……

VERSIONE CLASSICA
La formica lavora tutta la calda estate; si costruisce
la casa e accantona le provviste per l’inverno.
La cicala pensa che, con quel bel tempo, la formica
sia stupida; ride,danza, canta e gioca tutta l’estate.
Poi giunge l’inverno e la formica riposa al caldo
ristorandosi con le provviste accumulate mentre la
cicala trema dal freddo, rimane senza cibo e muore.

VERSIONE AGGIORNATA

La formica lavora tutta la calda estate; si costruisce
la casa e accantona le provviste per l’inverno.
La cicala pensa che, con quel bel tempo, la formica
sia stupida; ride,danza, canta e gioca tutta l’estate.
Poi giunge l’inverno e la formica riposa al caldo
ristorandosi con le provviste accumulate.
La cicala tremante dal freddo organizza una conferenza
stampa e pone la questione del perché la formica ha il
diritto d’essere al caldo e ben nutrita mentre altri
meno fortunati muoiono di freddo e fame.
La televisione organizza delle trasmissioni in diretta
che mostrano la cicala tremante dal freddo nonché
degli spezzoni della formica al caldo nella sua
confortevole casa con l’abbondante tavola piena di ogni ben di Dio.
I telespettatori sono colpiti dal fatto che, in un
paese così ricco, si lasci soffrire la povera cicala
mentre altri vivono nell’abbondanza.
I sindacati manifestano davanti alla casa della
formica in solidarietà della cicala mentre i
giornalisti organizzano delle interviste domandando
perché la formica divenuta così ricca sulle spalle
della cicala ed interpellano il governo perchè aumenti
le tasse della formica affinché essa paghi la sua giusta parte.
In linea con i sondaggi,il governo redige una legge
per l’eguaglianza economica ed una (retroattiva
all’estate precedente ) anti discriminatoria.
Le tasse sono aumentate e la formica riceve una multa
per non aver occupato la cicala come apprendista, la
casa della formica viene sequestrata dal fisco perchè
non ha i soldi per pagare le tasse e le multe: la
formica lascia il paese e si trasferisce in Liechtenstein.
La televisione prepara un reportage sulla cicala che,
ora ben in carne, sta terminando le provviste lasciate
dalla formica nonostante la primavera sia ancora lontana.
L’ex casa della formica, divenuto alloggio sociale per
la cicala, comincia a deteriorasi nel disinteresse della cicala e del governo.
Sono avviate delle rimostranze nei confronti del
governo per la mancanza di assistenza sociale, viene
creata una commissione apposita con un costo di 10 milioni.
Intanto la cicala muore di overdose mentre la stampa
evidenzia ancora di più quanto sia urgente occuparsi
delle ineguaglianze sociali; la casa è ora occupata da ragni immigrati.
Il governo si felicita delle diversità multiculturali
del paese così aperto e socialmente evoluto.
I ragni organizzano un traffico d’eroina, una gang di
ladri, un traffico di mantidi prostitute e terrorizzano la comunità.
utente anonimo

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