Pubblichiamo un articolo che ci ha mandato Andrea P. (vuoi che ti abilitiamo come autore fisso?), provocatorio ma condivisibile almeno nelle ultime righe.
Io ad Amos Carminati voglio bene. E’ il figlio del Sindaco e del Parroco di Bottanuco, il suggello del loro idillio, l’emblema di questa Amministrazione catto-comunale. Se uno mi dicesse: indicami una persona che rappresenta questo paese. Io risponderei A.C.. Perché lui racchiude tutto, è il ponte tra la Chiesa e il Comune, un po’ Don Bosco e un po’ Daniele Capezzone, e tra sei anni lo immagino già tra i candidati sindaci. Nelle ultime elezioni, in cui ha portato un camion di voti, si era presentato come «Animatore giovanile oratoriale». La sua missione era chiara, condensata in quelle tre parole. E l’ha ribadita più avanti, una volta eletto Consigliere comunale delegato alle politiche giovanili, quando in Consiglio ha annunciato il manifesto politico del suo mandato: «Bisogna abbattere i muri tra Comune e Oratorio». Non c’è da stupirsi, quindi, se la politica giovanile del Comune è inesistente. Non c’è, è non pervenuta, perché è tutta delegata all’Oratorio, sotto il segno di A.C., che ormai, come l’aveva apostrofato il compagno Ulisse Baratelli, è il Delegato alle politiche oratoriali. L’alibi, fino a qualche mese fa, era il seguente: Se le cose le organizza il Comune non ci va nessuno, se le organizza l’Oratorio hanno successo. E così hanno chiuso il Carpe Diem per lasciare spazio al C 6 al Giove dell’Oratorio, d’estate non si organizza niente perché c’è il Cre, d’inverno idem perché c’è il Cri, al massimo ci scappa una partita di pallavolo in piazza (sull’asfalto ci si spacca le ginocchia, il sole ti cuoce il midollo spinale, ma almeno chi va a messa dice «Adà che ol Cumù urganiza ergot»). Tra le iniziative abolite, ma su questa aggiungo un «E meno male», c’è il lancio degli aeroplani di carta dal balcone del Comune, una perla del nostro A.C. entrata di diritto nella storia del paese (piazza transennata, quattro gatti a sfidare il freddo polare, gara imbarazzante con in palio addirittura una Playstation). Dicevamo dell’alibi. Ebbene, ora non esiste più e vi spiego il perché. Il Comune organizzava «Vivi il tuo Comune e…»: praticamente A.C. faceva fare alcuni lavoretti comunali ai ragazzi, come dipingere la pensilina dei pullman. E tutto sommato la partecipazione era soddisfacente. Ora, senza alcun motivo logico, questa iniziativa è stata ceduta all’Oratorio di Bottanuco. Già, c’è proprio una convenzione che parla di questa cessione, il pacchetto «Vivi il tuo Comune e…» viene passato all’Oratorio, con lo stesso nome e la stessa finalità. Sostanzialmente non cambia niente: c’è ancora A.C. che porta gli stessi ragazzi a pitturare le staccionate, ma ora l’iniziativa è oratoriale, con il contributo di 1.500 euro da parte del Comune (per rimborsi spese assicurative e non). Perché questo inutile, almeno all’apparenza, cambio di bandiera? E’ una questione di principio, ovvero ai giovani ci deve pensare l’Oratorio, ma anche (e il “ma anche” veltroniano non lo uso a caso) perché torna comodo a tutti: il Comune finanzia e l’Oratorio organizza. Il Comune si autocastra il settore giovanile, si leva la responsabilità e scarica tutto su gli amici del palazzo di fronte, con la benedizione del Delegato alle politiche oratoriali. Ma io, laico genitore contribuente, se voglio far partecipare mio figlio alle iniziative pseudocomunali, devo per forza mandarlo all’Oratorio? O in alternativa, io, cattolico genitore contribuente di Cerro, devo per forza mandare mio figlio all’Oratorio di Bottanuco?
Commenti Recenti