Il piano triennale dei lavori pubblici, approvato dalla Giunta comunale nell’autunno del 2006, prevedeva una serie di opere da finanziare attraverso «convenzioni con i privati». La co
nvenzione in questione era ed è quella con il Gigante. Il protocollo d’intesa appena approvato, infatti, prevede all’articolo 6 che la ditta doni al paese 1,7 milioni di euro in opere pubbliche. Il documento parla di: «Completamento impianto sportivo, ristrutturazione ed ampliamento scuola elementare di Bottanuco, eliminazione barriere architettoniche della zona, completamento dei percorsi ciclo-pedonali comunali, e riqualificazione dell’arredo urbano». Vediamo in concreto quali opere verranno pagate dal Gigante. Innanzitutto i lavori nell’area feste, che quasi sicuramente, già dal prossimo anno, traslocherà nell’area industriale (anche se diversi organizzatori pensano per sé a siti alternativi). Lì, per un valore di 990.000 euro, sorgerà un anfiteatro all’aperto con due gradinate per il pubblico, un campo da tennis (foto), uno spazio gioco, e un edificio con bar, due campi da bocce, un locale per riunioni, una struttura per piccole feste e i servizi. Poi il Gigante pagherà l’ampliamento delle elementari di Bottanuco, che diventeranno su due piani con una spesa di 600.000 euro. Nella lista dovrebbe rientrare la pista ciclabile verso Suisio (150.000 euro), la riqualificazione di via Locatelli (150.000 euro) e la rotonda di via Castelrotto (100.000 euro). Totale circa 2 milioni di euro, ovvero gli 1,7 più Iva di cui parla il protocollo. Perché il Comune preferisce farsi fornire le opere pronte anziché prendere la somma in denaro e costruirle lui? Perché dal prossimo anno, avendo Bottanuco superato i 5.000 abitanti, entreremo nel Patto di stabilità. Questa Legge impedisce ai Comuni di impiegare liberamente le proprie liquidità, vincolandoli a spendere solo piccole percentuali stabilite dal Governo e lasciando fermo il resto. Grazie a questo escamotage, invece, il Gigante ci fornirà le opere entro il 2009, mentre il Comune non avrebbe mai potuto spendere tutti quei soldi in due anni.
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