Da quando esiste questo sito, la seguente è di certo la notizia più storica e al contempo problematica che vi riportiamo. Giovedì 14 giugno il Consiglio comunale ha stabilito di
ampliare le cave dell’Adda, con i 10 voti a favore dei consiglieri di maggioranza e i 3 contrari di quelli di minoranza. Una decisione che ha stupito molti, visto che il Sindaco, in campagna elettorale, aveva promesso un no assoluto a qualsiasi richiesta di ampliamento (clicca qui per rivedere il programma elettorale). Vogliamo che siate voi a farvi un parere sulla situazione, così noi vi forniamo solo gli elementi per giudicare, esponendo in modo chiaro e imparziale le ragioni del sì e del no. Prima, però, vi introduciamo brevemente la questione. Nel 2004, la Provincia di Bergamo ha previsto che nel nostro paese si possono ancora cavare 2,1 milioni di metri cubi. A settembre di quest’anno, la Regione deciderà se approvare o meno questo valore (probabilmente sì). Nel frattempo il Comune, che in passato si era sempre opposto a simili decisioni, ha trattato con i cavatori offrendogli 3 milioni di metri cubi, 900 mila in più di quelli ipotizzati dalla Provincia. Ovviamente, quando si parla di metri cubi, si parla di ettari di nostri boschi da radere al suolo. Poiché nel nostro paese le cave sono aperte dagli anni 80 (finora 9 milioni di metri cubi cavati, che sono valsi alle casse comunali circa 4 milioni di euro), nella foto grande vi possiamo illustrare la metamorfosi delle aree boschive di vent’anni fa, prima e dopo il passaggio delle cave.
Le ragioni del sì, votate e approvate dai consiglieri di maggioranza Roberto Spada, Gaudenzio Pagnoncelli, Eleonora Pagnoncelli, Amos Carminati, Sergio Mariani, Lucio Ravasio, Aureliano Locatelli, Roberto Albani, Celeste Ferrari, Stefano Rossi.
1) Dicendo sempre di no, in questi anni abbiamo dovuto subire le scelte che ci sono state imposte da Regione e Provincia. Invece, essendo stavolta per il sì, siamo noi a dettare le condizioni, stipulando con i cavatori una convenzione chiara e a noi più favorevole.
2) Per la prima volta in vent’anni riusciamo a portare a casa qualcosa: i cavatori ci danno un prato di 50.000 metri quadri, il giardino di Cerro di 10.000 metri quadri, la fascia che costeggia il fiume e una strada, per un totale di circa 100.000 metri quadri. Per ottenere questo, era necessario concedergli 900.000 m3 in più rispetto a quelli già indicati dalla Provincia, altrimenti non avrebbero trattato.
3) Abbiamo previsto anche una fideiussione del 110% che ci garantisce la regolare esecuzione dei lavori. Le convenzioni stipulate durante le precedenti amministrazioni, invece, avevano fideiussioni minime.
4) Grazie a quello che ci danno in proprietà (vedi linee gialle nella mappa satellitare, clicca per ingrandirla) riusciamo a circondare le cave, così in futuro sarà difficile che la Provincia e i cavatori ci chiedano un altro ampliamento.
Le ragioni del no, sostenute in Consiglio da Natale Mandelli, Ulisse Baratelli, Attilio Citrino.
1) La convenzione porta ad abbattere un intero bosco, arrivando a un’altitudine di 180 metri, proprio sotto il paese. Si tratta dell’ultimo polmone verde di Bottanuco, con conseguenze sull’ambiente e sulla salute di tutti noi, visto che abitiamo nella zona più inquinata d’Italia.
2) Anziché sottostare alla decisione della Provincia bisognava opporsi in ogni modo. Se questo non portava a niente, era necessario accordarsi perché scegliesse l’area meno boschiva del paese (magari dove passerà la Pedemontana), sempre restando fermi ai 2,1 milioni di metri cubi e mai rilanciando, come ha fatto il Comune, a 3 milioni. Troppo facile trattare con i cavatori dandogli 900.000 m3 in più.
3) I due prati e la fascia lungo l’Adda sono già fruibili dalla gente: per legge, infatti, è vietato recintarli, ed essendo a destinazione boschiva nessuno potrà mai costruirci niente. I cittadini possono già goderne al 100%. Gli svantaggi, ovvero radere al suolo un bosco, sono enormemente superiori ai vantaggi che a livello pratico sono inesistenti, eccetto il milione e mezzo di euro che il Comune incasserà come «oneri estrattivi». Salute, paesaggio, storia, ambiente, hanno un prezzo?
4) La fideiussione del 110% è poco e non garantisce nulla, perché dietro le cave c’è un giro d’affari milionario. Poi, a cosa serve circondarli se in quella zona circondata non ci sarà più niente da cavare? La convenzione, infine, porta addirittura dal 2012 al 2017 il termine delle cave: il danno per tutti noi e per il nostro paese sarà irreparabile.
ricandidatura come presidente, ponendo però due condizioni: la modifica dello statuto per una maggior rappresentatività delle associazioni in Consiglio, e una gestione più capillare del campo da calcio così come è stato fatto per il palazzetto (custode, cancelli chiusi dopo l’utilizzo, ecc.). Il Consiglio lo ha rieletto all’unanimità. Per quanto riguarda il vicepresidente, si è candidato Sergio Contato di Sporting Adda, eletto con i voti di 10 dei 15 votanti (erano assenti Mario Riva di Sporting Adda e Don Fabrizio, rappresentante dell’Oratorio, che è arrivato più tardi). La serata si è aperta con un acceso confronto, poi arginato, sulla questione Sporting Adda che ha eletto 6 consiglieri. Qualcuno ha criticato il fatto dicendo che «non è nello spirito della Polisportiva», mentre i diretti interessati hanno replicato «che il problema non è dei nostri iscritti che sono andati democraticamente a votare, ma degli iscritti alle altre associazioni che 
un’insegnante. «Gli studenti Rom utilizzano dei buoni per mangiare e fare la spesa» spiega «rilasciati loro dal nostro Comune». Per verificare la questione, il giornalista telefona in diretta al Comune. «A noi non risulta» risponde l’impiegata «ma dovrebbe chiedere all’assistente sociale, aspetti che gliela passo». L’assistente sociale non è in ufficio e il giornalista dice che richiamerà. In questi giorni RadioPadania sostiene di aver cercato altre volte l’assistente sociale, ma non è mai riuscita a trovarla. Così ci abbiamo pensato noi. E la risposta è lapidaria: «Ai nomadi il Comune non ha mai rilasciato buoni né contributi». Stessa tesi sostenuta dal sindaco: «Non è vero niente». Il Comune eroga contributi agli extracomunitari, ad esempio per gli affitti, ma si tratta di fondi regionali. Invece, per quanto riguarda i nomadi, né finanziamenti né buoni. Anche se c’è più di una persona che testimonia il contrario.
dissuasori sulle strade più trafficate, alimentati ad energia solare e non a corrente. Tra i commenti, alcuni di voi sostenevano la loro inutilità, ma ora sono stati diffusi dei dati che sembrano invece dimostrare la loro efficacia. La notizia arriva da Capriate dove sono stati installati due dissuasori ad energia solare. I vigili del posto rivelano che il 90% dei conducenti rallenta di fronte agli apparecchi, cosicché è solo il 2% di loro a superare i 60km/h. Un sistema, quindi, che almeno a Capriate sembra pagare, e vedremo se sarà utile anche da noi.
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