di Silvia e Ivan
L’Asl di Bergamo sta inviando un questionario ai Comuni della provincia, chiedendo quali attività sono state portate avanti contro la zanzara tigre. Bottanuco, al momento, ha scelto solo la pratica informativa, spiegando ai cittadini come prevenirne la diffusione (svuotare i sottovasi ecc.) con alcuni manifesti nelle bacheche e un vademecum sul loro sito. In questi giorni, però, si sta valutando di sperimentare la vera e propria disinfestazione, attuata da una ditta specializzata in questo settore. Si tratta di una sperimentazione perché riguarderà solo il parco Moretti, dove il Comune metterà alla prova l’efficacia del trattamento, per capire, in sostanza, se “ne vale la pena”. Altri Comuni sono invece già partiti con un piano di prevenzione, che dura da giugno a settembre, tra cui quello di Madone. Qui l’operazione è costata quasi 7.000 euro, e prevede il monitoraggio della diffusione delle zanzare (sono state poste 15 “ovitrappole” sul territorio) e soprattutto una serie di interventi nei pozzetti (tombini, fognature, acque di scolo, a Madone sono circa 1.000), punti cruciali per la crescita delle larve, sia nelle strade che nei luoghi pubblici come scuole, oratori e parchi. Nei pozzetti vengono inseriti prodotti larvicidi biologici (dei bacilli) o chimici a basso impatto ambientale, il tutto ripetuto 5 volte nella stagione, stroncando così la diffusione degli insetti. Mentre si decide sulle zanzare, a Bottanuco è già partita la guerra ai millepiedi (o meglio le «gatule», come si chiamano in bergamasco), che si riproducono sui pini. Il Comune ha già provveduto alla disinfestazione, trattando gli ultimi pini marittimi sulle strade e quelli vicini alla chiesina di San Giorgio (nella foto).
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